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Questo Blog è dedicato interamente a Clive Cussler, ai suoi libri, ai suoi personaggi, tra tutti Dirk Pitt.

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e sopratutto uno spazio per parlare insieme del maestro dell'avventura
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giovedì 20 ottobre 2011

Built for Adventure - the classic automobiles of clive cussler and dirk pitt

Abbiamo già parlato del libro fotografico di Cussler Built for Adventure, adesso lasciamo che a parlarne sia Clive Cussler in persona…

A  presto per nuovi aggiornamenti.

domenica 16 ottobre 2011

Built for Adventure - the classic automobiles of clive cussler and dirk pitt

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Poche volte ho scritto qualcosa sulle auto di Clive Cussler, mi ricordo una dove ho postato l’elenco delle auto – elenco che sarà ormai obsoleto, oppure ho delle foto del Museo delle Auto di Cussler – originali nostre fatte da una grande amica (grazie Lara) – non prese dal sito che comunque vi invito a visitare.

Ma ora è il momento di presentare un nuovo libro di Cussler.

Per una volta non è un romanzo, ma è una parte della storia della sua vita – le sue auto.

Built for Adventure è un libro di fotografie a colori con commento informativo della splendida collezione di Auto di Cussler, dove si possono ammirare 55 modelli realizzati tra il 1906 ed il 1948, conoscerne la storia e di come Cussler ne sia venuto in possesso, un tour attraverso la straordinaria collezione di automobili d’epoca rare.

Noi fan dei libri di Cussler non possiamo non sapere che il suo alter ego Dirk Pitt ha un debole per le automobili d’epoca e ne tiene decine dentro al capannone nell’aeroporto di Washington dove vive e, come sicuramente sapete, tutti i veicoli citati nei romanzi sono in realmente parte della vasta collezione del Maestro.

Ecco qualche altra foto del Museo di Clive Cussler

 

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martedì 20 settembre 2011

Dieci domande su Dirk Pitt

Questi post servono a misurare la tua conoscenza del mondo creato da Clive Cussler, questo è il primo, iniziamo con una serie di domande su Dirk Pitt.
Ti ricordo che puoi rispondere alle domande nel box dei commenti, qui sotto, oppure inviandomi una mail a
clivecussler_it@yahoo.it o su facebook.

ed ora sotto con le domande

1 Clive Cussler è comparso in alcune storie come personaggio. Quale dei seguenti nomi non ha mai usato?
A - Lo Straniero
B - Papà
C - Kid
D - Clive Cussler

2 Dove si è laureato Dirk Pitt?
A - West Point
B - Air Force Academy
C - Naval Academy
D - M.I.T.

3 Quale sport praticava Pitt al college?
A - Football
B - Basket
C - Baseball
D - Golf

4 Con chi Pitt è sposato?
A - Summer Moran
B - Loren Smith
C - Marilyn Trask
D - Zerri Pochinsky

5 Chi è il migliore amico di Pitt?
A - Rudi Gunn
B - Al Giordino
C - Hiram Yeager
D - Ammiraglio Sandecker

6 Che lavoro fa il Padre di Pitt?
A - Avvocato
B - Dottore
C - Pilota
D - Senatore

7 Alla fine di Whalalla chi incontra Pitt?
A - La madre
B - Clive Cussler
C - I figli
D - Il Presidente degli Stati Uniti

8 Cosa colleziona Dirk Pitt?
A - Auto d’epoca ed aeroplani antichi
B - Mobili d’epoca
C - Armi provenienti da tutto il mondo
D - Musica di ogni genere

9 Nel libro Sahara, quale presidente è stato rapito?
A - Lincoln
B - Clinton
C - Washington
D - Kennedy

10 Come Pitt pensa che sarà la sua morte?
A - Incidente aereo
B - In acqua
C - Nel suo letto
D - Ucciso con una pistola

sabato 4 giugno 2011

NAVI FANTASMA - The Sea Hunters (2002)

Introduzione

Navi Fantasma - CusslerNoi tutti siamo affascinati dal mare e dai misteri che giacciono sul fondo degli abissi. Si tratta di una delle grandi incognite tuttora esistenti.

Uomini amanti dell'avventura scalano le montagne più alte per raggiungerne la vetta e bearsi alla vista dell'orizzonte lontano un centinaio di chilometri. Il sub non condivide simili piaceri.

A meno che non s'immerga nelle acque cristalline dei tropici, gode di una visibilità che raramente supera i sei metri, e può soltanto immaginare che cosa si nasconda nell'oscurità circostante.

Uomini e donne hanno calpestato la maggior parte della superficie terrestre, e anche il minimo dettaglio rilevato è stato fotografato dai satelliti. Osservatori giganteschi e telescopi spaziali come quello di Hubble ci hanno mostrato le meraviglie dell'universo più profondo. Ma l'occhio umano e gli obiettivi della cinepresa hanno registrato meno dell'uno per cento dei tesori che giacciono sotto la superficie del mare.

La liquida, vuota dimensione degli abissi rappresenta tuttora un grosso enigma.

Grazie a un'improvvisa ondata d'interesse scientifico, tuttavia, la tecno-logia subacquea sembra essersi infine destata. Missioni esplorative hanno indagato su ogni minimo dettaglio, dalle tempeste marine alla migrazione delle specie acquatiche, le correnti, la geologia, l'acustica subacquea e il sempre più assillante spauracchio dell'inquinamento. Nuove, sofisticate attrezzature capaci di scandagliare profondità di centinaia e centinaia di metri hanno consentito di localizzare nell'oscurità silente importanti relitti storici che giacevano da secoli nelle loro anonime tombe acquee.

Uomini come Bob Ballard e società come la Nauticos hanno raggiunto e fotografato parecchi di questi relitti dispersi, ma molti giacciono ancora là, in attesa. E questo è ciò di cui noi ci occupiamo: cercare di ritrovarli.

La National Underwater and Marine Agency (NUMA) si dedica alla ricercatop_logo di navi di una certa importanza storica scomparse, nella speranza di riuscire a rintracciarle e analizzarle prima che si deteriorino e vadano perdute per sempre. Trattandosi di una società con mezzi limitati, finanziata per lo più grazie ai diritti dei miei libri, le nostre missioni si concentrano esclusiva-mente su relitti in acque poco profonde.

La NUMA venne fondata nel 1978, durante la pausa tra la nostra prima avventura - l'infruttuosa caccia alla Bonhomme Richard di John Paul Jones - e i preparativi in vista del secondo tentativo di rintracciare quella stessa nave. Wayne Gronquist, un eminente avvocato di Austin, suggerì che sarebbe stato più vantaggioso dare alla società la veste giuridica di fondazione senza scopi di lucro. Mi dichiarai d'accordo e Wayne, che avrebbe rivestito per vent'anni la carica di presidente della NUMA, preparò la documentazione necessaria. E, sì, il nome è proprio quello dell'agenzia governativa presente nei miei libri che narrano le avventure di Dirk Pitt. I consiglieri ritennero che sarebbe stato divertente chiamare la fondazione col nome della mia creazione di fantasia, così che potessi dichiarare: «Sì, Virginia, esiste realmente una ».

Quando arriva il momento del recupero, cediamo il passo ad altri. Nessun membro della NUMA ha mai tenuto per sé un reperto. La gente che visita casa mia o il mio ufficio si sorprende sempre nel trovare solo modellini e fotografie delle navi scoperte da noi, e nessun cimelio. Qualunque oggetto salvato da un relitto viene custodito e consegnato allo Stato nelle cui acque territoriali è avvenuto il ritrovamento. I manufatti dell'incrociatore confederato Florida, per esempio, e della fregata nordista Cumberland - entrambi rinvenuti dalla NUMA - vennero conservati dal College of William and Mary di Williamsburg prima di essere esposti al pubblico presso il Museo navale di Norfolk, in Virginia.

Sarebbe mio desiderio che le nostre scoperte venissero seguite dai governi federali, statali o locali; da corporazioni, università o organizzazioni storiche in possesso dei fondi necessari al recupero dei relitti o dei reperti da esibire poi nei musei…

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giovedì 3 marzo 2011

La sede della NUMA

La sede della NUMA è in un palazzo di trenta piani costruito in vetro riflettente di colore verde smeraldo e sito su una collina del quartiere Est di Washington sul fiume Potomac.

L’ufficio ammiraglio Sandecker è all’ultimo piano ed è dotato di un immenso tavolo ricavato dal coperchio di una botola recuperato da una nave confederata affondata nell’Albemarle Sound.
Sulla sua scrivania c’è un umidificatore di sigari – l’ammiraglio ne è un gran consumatore - da cui Giordino, senza farsi scoprire, ruba continuamente.
L'ufficio è dotato di una telecamera olografica, che rende possibile a Sandecker di visualizzare le persone con cui parla nel tecnologico splendore del 3-D.

Il dodicesimo piano è occupato da una vasta area apparecchiature che coprono circa quindicimila metri quadrati presidiati e da quarantacinque ingegneri e tecnici che controllano i sei satelliti NUMA in giro del mondo.

Al decimo piano è situato il centro informatico gestito da Hiram Yaeger.

Al quarto piano c’è la sala del consiglio NUMA con un tavolo di tre metri, costruito da un sezione di uno scafo di legno recuperato da una goletta che affondò nel Lago Erie, con moquette turchese e un camino con mensola in stile vittoriano, le pareti sono rivestite in teak satinato, ed alle pareti sono appesi dipinti raffiguranti azioni navali statunitensi.

Al quarto piano ci sono gli uffici, tra gli altri anche quelli di Pitt e Giordino, peraltro quasi sempre vuoti.

L’entrata è costituita da un atrio circondato da cascate e acquari pieni di pesci esotici e, dal centro del pavimento di marmo verde mare, sorge un enorme globo sagomato con solchi e creste di ogni lago, mare e fiume presente sulla terra.

L'edificio dispone di un parcheggio sotterraneo.
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