Il libro mi è piaciuto moltissimo, direi che è in assoluto il migliore della serie dei Numa Files, quelli con Kurt Austin.
Gli autori hanno saputo mescolare con abilità sia le trattazioni tecnico-scientifiche, che l'azione pura, in modo da non rendere la narrazione ne' troppo pesante ma nemmeno troppo simile ad un libro della serie Oregon, tutta inseguimenti e sparatorie...
Sia in questo che nel precedente - Il tesoro di Gengis Khan - del quale non abbiamo ancora avuto modo di parlare, i co-autori mi sembrano molto maturati, riuscendo a comprendere l'essenza delle storie, mi spiego: in Tempesta al Polo la suspance è la chiave che regge tutta la narrazione - ce la faranno i nostri eroi a salvare il mondo dalla distruzione? ... - ma l'intreccio si è svolto sempre in maniera non scontata, mentre nel precente, secondo me, la base del libro erano gli scenari esotici e le prergrinazioni di Pitt e Giordino, a proposito, è meravigliosa la traversata di Pitt e giordino nel deserto del Gobi, mi ricorda qualcosa, e la "consueta" catastrofe annunciata faceva quasi da sfondo, mentre nei precedenti l'intreccio era sempre un po "troppo" scontato ed i personaggi si muovevano in sequenze già definite ed era continuo il senso di deja-vu.
Personalmente ho sviluppato un personalissimo indice di gradimento dei libri che leggo: il tempo che passo di più a leggere sono le due ore circa che impiego ad andare da casa all'ufficio tra andata e ritorno - chi vive a Roma può capirmi, gli altri immaginino - per cui ho circa due ore al giorno da dedicare alla letture tra treno e metro, ebbene, quando arrivo a Termini senza essermene reso conto, oppure non vorrei scendere per continuare a leggere, allora il libro meritava, in caso contrario...
... vedi qualsiasi commento sulla serie della Oregon!!!
A proposito di commenti negativi, Claudio mi ha scritto di aver trovato un sito che imita Wikipedia, che si chiama Nonciclopedia (!?) dove si parla male ed a sproposito dei romanzi di Cussler (allego per il link), leggendolo ho ripensato ad un commento che avevo trovato su un giornale a proposito del Tesoro di Gengis Khan, che ho pubblicato sul sito "Cussler padre e figlio, la noia dell' avventura" (anche qui link) ed ho fatto questa rflessione che vorrei condividre con voi, qui o sul forum: ma è veramente così importante il finale di un libro? La cattura o l'uccisione del cattivo deve essere dello stesso livello del resto del libro, oppure può essere liquidata in poche righe, senza alterare il giudizio complessivo del romanzo?
In effetti se leggi un libro di Cussler, ma anche di molti altri ti aspetti, sopratutto nelle serie, che il buono vinca, è sempre così, in questo modo ci sarà un altro libro della serie, come nei fumetti, Dylan Dog non è mai morto, o se è morto, solo in sogno, per cui sappiamo già come andrà a finire.
Secondo me no, terminare in poche righe lo scontro finale non nuoce al libro, anzi lo rende più snello, per esempio ci sono molti libri noir che per stessa "essenza del genere" a volte non finiscono, non si trova il colpevole, perchè non è lo scopo del libro, anche nei libri di avventura la cosa importante è l'avventura, non come il buono sconfiggerà il cattivo, mi appassiona come si arriva alla fine del libro non la fine stessa, un po come quando si parte per le vacanze in macchina il viaggio non è un semplice trasferimento, ma è importante sia divertente.
Su questa parte terrei molto sapere la vostra opinione
Andrea
Benvenuti
Questo Blog è dedicato interamente a Clive Cussler, ai suoi libri, ai suoi personaggi, tra tutti Dirk Pitt.
Qui troverai tutti i libri di Cussler, le opinioni gli approfondimenti...
e sopratutto uno spazio per parlare insieme del maestro dell'avventura
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mercoledì 4 febbraio 2009
martedì 8 luglio 2008
Clive Cussler and Dirk Pitt Revealed - 1998
Lo spirito di Cussler alimenta l’anima di Dirk Pitt
Per chiunque ami i libri di Clive Cussler e del suo eroe Dirk Pitt, Clive Cussler And Dirk Pitt Revealed, è il libro che fa per voi, ovviamente se vi va di leggerlo in inglese, poiché non è mai uscito in Italia…C’è tanto dell’autore e del suo eroe nelle oltre 500 pagine di questo libro, è migliore di qualsiasi biografia che potrebbe essere scritta su Cussler perché narra realmente la sua storia, di se stesso e di Dirk, infatti in molte interviste Cussler dichiara che lui e Dirk hanno cominciato insieme che avevano 36, ora lui ne ha 76 e Dirk circa 45 – l’età di suo figlio – erano alti uguali, stessi capelli ed occhi, quelli quasi, la stessa passione per le macchine d’epoca, il mare e le belle donne…
Nel libro c’è un’intervista a Cussler fatta da Craig Dirgo, coautore di “Cacciatori del Mare”, dove Cussler racconta la sua storia in maniera tanto vivida da non riuscire a capire se sta parlando di se, in particolare di come è riuscito a essere pubblicato (voi sicuramente lo sapete, perché nelle curiosità ho già scritto questo aneddoto), oppure sta pensando a scrivere una nuova avventura di Pitt.
Nel libro c’è anche una storia speciale intitolata “Reunion", che è un intenso racconto che mette insieme molti personaggi dei libri di Cussler tutti insieme, c’è la lista (di allora) delle 82 auto d’epoca possedute da Cussler e soprattutto la sinossi di ogni avventura di Dirk Pitt, corredata da una lista completa di personaggi maggiori, macchine, navi, armi utilizzate e tutto ciò che potreste voler sapere su ogni romanzo!
L’ultima parte è dedicata al libro successivo “Atlantide”, che sarebbe uscito da li a poco, dove è riportato un intero capitolo.
Questo è il tipo di libro che può far innamorare un lettore di un nuovo autore tanto quanto interessare un già accanito fan.
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venerdì 21 marzo 2008
Il Tesoro di Gengis Khan

Ciao a tutti,
Grazie ad un nuovo amico che me lo ha segnalato, ho scoperto che è in uscita (il 30/4/2008) il nuovo libro di Cussler che ha come protagonista Dirk Pitt, io l'avevo bucata, sorry a volte capita, ma ho prontamente rimediato, pubblicando e ringraziando.
La storia narrata devo dire che mi sembra molto interessante e persone che l'anno letto in inglese mi assicurano sia molto bello, in effetti sia la storia sembra affascinate, anche la macrostoria di Gengis Khan.
Dirk Pitt resta quasi ucciso durante una missione di salvataggio di un équipe russa alla ricerca di petrolio sui fondali del lago Baikal.
Sembra solo un incidente, ma quando la stessa équipe viene sequestrata e una nave da ricerca della NUMA è quasi affondata, diventa evidente che c'è qualcosa di più sinistro nell'affare.
Tutte le tracce conducono in Mongolia, a un misterioso 'tycoon' che sta conducendo trattative segrete per la fornitura di petrolio alla Cina, mentre semina disastri che sconvolgono le borse mondiali dell'oro nero.
Il magnate mongolo cova il sogno di restaurare l'impero di Gengis Khan, si è appropriato di un segreto occulto che lo riguarda e potrebbe essere la chiave per conquistare le risorse necessarie a mettere in atto i suoi piani.
Nel tentativo di fermare la follia assassina del 'tycoon', una minaccia che potrebbe colpire ovunque, Dirk Pitt e il fido Al Giordino si muovono dalle acque ghiacciate dei laghi siberiani alle sabbie bollenti del deserto del Gobi alla ricerca del leggendario tesoro di Xanadu, ma prima dovranno affrontare una serie infinita di intrighi, avventure e pericoli...
Aspetto i vostri commenti su questo e sugli altri libri...
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venerdì 16 novembre 2007
La città Perduta
Sto leggendo il nuovo libro del grande Clive.
Ho ritrovato alcune delle atmosfere e delle emozioni dei grandi libri di Pitt anche se continuo a ritenere Kurt una brutta copia dell'ineguagliabile Pitt.
Mancano la complicità con Al, il fascino dell'avventuriero tanto presente in Pitt, mancano i personaggi di contorno (Palmutter, Sandeker, Yager, Gunn ecc. ecc.) che rendevano ricco il romanzo, mancano la collezione di auto mezzi storici e l'ambiente della NUMA con i suoi tecnici, i suoi comandanti delle navi e dei mazzi della NUMA .. insomma manca il tocco inimitabile, l'ironia e il talento a cui eravamo abituati dai grandi romanzi di Clive.
In questo libro, come peraltro un po' in tutti quelli più recenti sia di Kurt sia dell'Oregon ( dall'oro dei Lama e dalle cronache dell'Oregon mi aspettavo molto, molto di più) manca anche la presenza governativa, con i suoi agenti, le squadre di assalto senza dimenticare il Presiodente degli Stati Uniti e tutto l'ambiente della Casa Bianca, del Pentagono, del Congresso ecc..
La nomina dell'Ammiraglio alla carica di Vice Presidente lasciava presagire nuovi contatti sempre più stretti e intricati e invece niente.
Il sospetto, anche esaminando lo stile narrativo oltre che la fantasia, è che ormai ben poco ci sia di Clive (a parte il nome in copertina) e sempre più sia importante la presenza degli altri scrittori che si sono affiancati a Clive; insomma sono altri che scrivono magari sviluppando un'idea "cussleriana", ma senza avere lo stile e la maestria del nostro eroe.
Forse l'età o la stanchezza hanno portato Clive a voler ridurre il suo lavoro (è comprensibile e rispettabile) ma forse sarebbe stato meglio mettere la parola fine a Pitt a Giordino, alla NUMA e alle tante avventure che ci hanno affascinato, senza voler "passare la mano" ad altri sicuramente meno portati a farci sognare.
Finché usciranno libri con la firma di Clive (anche in collaborazione con altri) sarò fra i primi a comperarli e leggerli ma temo che saranno libri per i quali alla fine della lettura sarà inevitabile dire: Dove sei Pitt ?
Ci eravamo illusi che la saga e la gloria di pitt continuassero con i suoi figli ma a parte un'apparizione in un romanzo (da protagonisti) sono scomparsi e non se ne fa più cenno.
Mi sorge un dubbio: ci dobbiamo aspettare che in modo strisciante il copyright verrà passato ad altri che utilizzeranno personaggi e ambientazioni a loro piacimento, anche tradendo che come noi da anni segue con passione la NUMA e i suoi eroi ?
Spero che i fatti mi smentiranno.
Mauro
Ho ritrovato alcune delle atmosfere e delle emozioni dei grandi libri di Pitt anche se continuo a ritenere Kurt una brutta copia dell'ineguagliabile Pitt.
Mancano la complicità con Al, il fascino dell'avventuriero tanto presente in Pitt, mancano i personaggi di contorno (Palmutter, Sandeker, Yager, Gunn ecc. ecc.) che rendevano ricco il romanzo, mancano la collezione di auto mezzi storici e l'ambiente della NUMA con i suoi tecnici, i suoi comandanti delle navi e dei mazzi della NUMA .. insomma manca il tocco inimitabile, l'ironia e il talento a cui eravamo abituati dai grandi romanzi di Clive.
In questo libro, come peraltro un po' in tutti quelli più recenti sia di Kurt sia dell'Oregon ( dall'oro dei Lama e dalle cronache dell'Oregon mi aspettavo molto, molto di più) manca anche la presenza governativa, con i suoi agenti, le squadre di assalto senza dimenticare il Presiodente degli Stati Uniti e tutto l'ambiente della Casa Bianca, del Pentagono, del Congresso ecc..
La nomina dell'Ammiraglio alla carica di Vice Presidente lasciava presagire nuovi contatti sempre più stretti e intricati e invece niente.
Il sospetto, anche esaminando lo stile narrativo oltre che la fantasia, è che ormai ben poco ci sia di Clive (a parte il nome in copertina) e sempre più sia importante la presenza degli altri scrittori che si sono affiancati a Clive; insomma sono altri che scrivono magari sviluppando un'idea "cussleriana", ma senza avere lo stile e la maestria del nostro eroe.
Forse l'età o la stanchezza hanno portato Clive a voler ridurre il suo lavoro (è comprensibile e rispettabile) ma forse sarebbe stato meglio mettere la parola fine a Pitt a Giordino, alla NUMA e alle tante avventure che ci hanno affascinato, senza voler "passare la mano" ad altri sicuramente meno portati a farci sognare.
Finché usciranno libri con la firma di Clive (anche in collaborazione con altri) sarò fra i primi a comperarli e leggerli ma temo che saranno libri per i quali alla fine della lettura sarà inevitabile dire: Dove sei Pitt ?
Ci eravamo illusi che la saga e la gloria di pitt continuassero con i suoi figli ma a parte un'apparizione in un romanzo (da protagonisti) sono scomparsi e non se ne fa più cenno.
Mi sorge un dubbio: ci dobbiamo aspettare che in modo strisciante il copyright verrà passato ad altri che utilizzeranno personaggi e ambientazioni a loro piacimento, anche tradendo che come noi da anni segue con passione la NUMA e i suoi eroi ?
Spero che i fatti mi smentiranno.
Mauro
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