Il tributo a Clive Cussler
Vi invito a visitarli entrambe - i link sono sulla barra a destra - e spero di creare un bel gruppo di fan del Gran Maestro dell'avventura.
mercoledì 4 febbraio 2009
Tempesta al Polo - Opinioni
Gli autori hanno saputo mescolare con abilità sia le trattazioni tecnico-scientifiche, che l'azione pura, in modo da non rendere la narrazione ne' troppo pesante ma nemmeno troppo simile ad un libro della serie Oregon, tutta inseguimenti e sparatorie...
Sia in questo che nel precedente - Il tesoro di Gengis Khan - del quale non abbiamo ancora avuto modo di parlare, i co-autori mi sembrano molto maturati, riuscendo a comprendere l'essenza delle storie, mi spiego: in Tempesta al Polo la suspance è la chiave che regge tutta la narrazione - ce la faranno i nostri eroi a salvare il mondo dalla distruzione? ... - ma l'intreccio si è svolto sempre in maniera non scontata, mentre nel precente, secondo me, la base del libro erano gli scenari esotici e le prergrinazioni di Pitt e Giordino, a proposito, è meravigliosa la traversata di Pitt e giordino nel deserto del Gobi, mi ricorda qualcosa, e la "consueta" catastrofe annunciata faceva quasi da sfondo, mentre nei precedenti l'intreccio era sempre un po "troppo" scontato ed i personaggi si muovevano in sequenze già definite ed era continuo il senso di deja-vu.
Personalmente ho sviluppato un personalissimo indice di gradimento dei libri che leggo: il tempo che passo di più a leggere sono le due ore circa che impiego ad andare da casa all'ufficio tra andata e ritorno - chi vive a Roma può capirmi, gli altri immaginino - per cui ho circa due ore al giorno da dedicare alla letture tra treno e metro, ebbene, quando arrivo a Termini senza essermene reso conto, oppure non vorrei scendere per continuare a leggere, allora il libro meritava, in caso contrario...
... vedi qualsiasi commento sulla serie della Oregon!!!
A proposito di commenti negativi, Claudio mi ha scritto di aver trovato un sito che imita Wikipedia, che si chiama Nonciclopedia (!?) dove si parla male ed a sproposito dei romanzi di Cussler (allego per il link), leggendolo ho ripensato ad un commento che avevo trovato su un giornale a proposito del Tesoro di Gengis Khan, che ho pubblicato sul sito "Cussler padre e figlio, la noia dell' avventura" (anche qui link) ed ho fatto questa rflessione che vorrei condividre con voi, qui o sul forum: ma è veramente così importante il finale di un libro? La cattura o l'uccisione del cattivo deve essere dello stesso livello del resto del libro, oppure può essere liquidata in poche righe, senza alterare il giudizio complessivo del romanzo?
In effetti se leggi un libro di Cussler, ma anche di molti altri ti aspetti, sopratutto nelle serie, che il buono vinca, è sempre così, in questo modo ci sarà un altro libro della serie, come nei fumetti, Dylan Dog non è mai morto, o se è morto, solo in sogno, per cui sappiamo già come andrà a finire.
Secondo me no, terminare in poche righe lo scontro finale non nuoce al libro, anzi lo rende più snello, per esempio ci sono molti libri noir che per stessa "essenza del genere" a volte non finiscono, non si trova il colpevole, perchè non è lo scopo del libro, anche nei libri di avventura la cosa importante è l'avventura, non come il buono sconfiggerà il cattivo, mi appassiona come si arriva alla fine del libro non la fine stessa, un po come quando si parte per le vacanze in macchina il viaggio non è un semplice trasferimento, ma è importante sia divertente.
Su questa parte terrei molto sapere la vostra opinione
Andrea
| Reazioni: |
martedì 25 novembre 2008
Tempesta al Polo - Polar Shift - 2008
In natura esiste un fenomeno elettromagnetico che può provocare violenti terremoti, onde anomale, maremoti, eruzioni vulcaniche e variazioni climatiche. Alla massima potenza, è in grado di cancellare ogni forma di vita sulla Terra.
Si chiama «slittamento polare».
Negli anni ’40 del Novecento qualcuno scoprì il modo di innescare artificialmente tale slittamento: fu il professor Kovacs, uno scienziato ungherese fortunosamente sfuggito ai nazisti – che intendevano rapirlo per utilizzare i suoi studi a scopi bellici – e scomparso poi nel nulla insieme al materiale delle sue ricerche.
Ma ora qualcuno sembra aver messo le mani sui Teoremi di Kovacs: il leader di un gruppo di sedicenti anarchici no global, che progetta di dare una piccola scossa ammonitrice alle nazioni industrializzate prima di rimettere tutto a posto...
Kurt Austin, Joe Zavala e i compagni della Squadra Missioni Speciali della NUMA hanno già affrontato missioni ad alta tensione, ma mai si sono misurati con una sfida del genere.
Questa volta anche per loro potrebbe essere troppo tardi.
Un brano del libro
"Nella sala controllo c’erano sei corpi decomposti, ammucchiati sul lato più basso del locale.Per quanto riluttante a violare il luogo del loro eterno riposo, Austin sapeva quanto fosse importante raccogliere tutte le informazioni possibili.Con Zavala a un passo di distanza, si avvicinò al grande quadro di controllo.
Dotato di numerose valvole e interruttori, era assai più complesso di quanti ne avessero mai visti in passato.Un’ipotesi plausibile era che i generatori sotto coperta potessero essere stati controllati da quella stanza.Stava esaminando la strumentazione, quando si udì un nuovo scricchiolio, seguito da una sorta di gemito.
«Kurt!» lo richiamò Zavala.
Austin sapeva che, se fossero rimasti un secondo di più accanto ai cadaveri, avrebbero fatto la loro stessa fine."
| Reazioni: |
mercoledì 22 ottobre 2008
Il Trionfo di Dirk Pitt
A questo punto mi viene spontanea una domanda: Perchè vi piace tanto Dirk Pitt?
Ho provato a buttare giù qualche idea, realizzando un altro sondaggio, però vorrei anche avere opinioni da voi, pertanto oltre che postare questo messaggio sul Blog e pubblicare il sondaggio sul sito, lo ho messo anche sul forum, in modo che possiate esprimere le vostre opinionui in maniera più aperta.
Vi aspetto numerosi!!!!!
Andrea
| Reazioni: |
martedì 8 luglio 2008
Clive Cussler and Dirk Pitt Revealed - 1998
Per chiunque ami i libri di Clive Cussler e del suo eroe Dirk Pitt, Clive Cussler And Dirk Pitt Revealed, è il libro che fa per voi, ovviamente se vi va di leggerlo in inglese, poiché non è mai uscito in Italia…C’è tanto dell’autore e del suo eroe nelle oltre 500 pagine di questo libro, è migliore di qualsiasi biografia che potrebbe essere scritta su Cussler perché narra realmente la sua storia, di se stesso e di Dirk, infatti in molte interviste Cussler dichiara che lui e Dirk hanno cominciato insieme che avevano 36, ora lui ne ha 76 e Dirk circa 45 – l’età di suo figlio – erano alti uguali, stessi capelli ed occhi, quelli quasi, la stessa passione per le macchine d’epoca, il mare e le belle donne…
Nel libro c’è un’intervista a Cussler fatta da Craig Dirgo, coautore di “Cacciatori del Mare”, dove Cussler racconta la sua storia in maniera tanto vivida da non riuscire a capire se sta parlando di se, in particolare di come è riuscito a essere pubblicato (voi sicuramente lo sapete, perché nelle curiosità ho già scritto questo aneddoto), oppure sta pensando a scrivere una nuova avventura di Pitt.
Nel libro c’è anche una storia speciale intitolata “Reunion", che è un intenso racconto che mette insieme molti personaggi dei libri di Cussler tutti insieme, c’è la lista (di allora) delle 82 auto d’epoca possedute da Cussler e soprattutto la sinossi di ogni avventura di Dirk Pitt, corredata da una lista completa di personaggi maggiori, macchine, navi, armi utilizzate e tutto ciò che potreste voler sapere su ogni romanzo!
L’ultima parte è dedicata al libro successivo “Atlantide”, che sarebbe uscito da li a poco, dove è riportato un intero capitolo.
Questo è il tipo di libro che può far innamorare un lettore di un nuovo autore tanto quanto interessare un già accanito fan.
| Reazioni: |
venerdì 20 giugno 2008
La strana storia di Ulisse
In Odissea, Cussler aveva utilizzato teorie che portavano Troia, la guerra e, di conseguenza la spedizione di Ulisse, lontano dalla Grecia; qui vi propongo un'altra teoria che ritengo molto affascinante: quella di Filottele.
Strana storia, quella di Ulisse, possibile che uno se ne stia lontano per vent’anni, struggendosi dal desiderio di rivedere la sua patria, abbandoni una bellissima ninfa immortale per tornare da una moglie non più giovane, rientri a casa dopo una pericolosissima traversata in solitaria, nessuno lo riconosca, neanche il padre o la moglie stessa, ne ammazzi tutti i pretendenti rischiando di provocare una mezza rivoluzione, e finalmente, quando avrebbe tutto il diritto di starsene un po’ tranquillo, decida di ripartire di nascosto lasciando tutti con un palmo di naso? D’accordo, è un racconto mitologico, però, insomma, non è molto... logico!
La teoria prende le mosse da un saggio sulla geografia omerica di Felice Vinci, Omero sul Baltico, in cui si ipotizza che il figlio di Ulisse, Telemaco, abbia ingaggiato un mercenario per impersonare Ulisse e sterminare i pretendenti alla mano della madre Penelope e quindi al trono di Itaca. Perché si sa che Penelope aveva più titoli nobiliari del lontano, o probabilmente defunto consorte, Ulisse, abile navigatore che si era arricchito con l'arte del commercio.
Fra le tante virtù di Ulisse, non comparirebbe mai nei poemi omerici quella dell'arciere, che era invece la specialità di Filottete, che la tradizione vuole abbandonato sull'isola di Lemno perché infettato a un piede da una grave ferita.
I compagni lo avrebbero recuperato per vincere la guerra di Troia e fatto curare dal medico Macaone.
Filottete sarebbe stato un amico della famiglia di Ulisse e quindi disposto a rischiare per salvare il trono al giovane Telemaco, che ormai consapevole della morte del padre avrebbe architettato lo sbarco del finto Ulisse a Itaca, anche con la complicità di Penelope.
A parte un congruo bottino, a Filottele, che come tutti i guerrieri era molto narciso - tipo Brad Pitt in Troy - ne sarebbe derivata gloria eterna, perchè parte del piano di Telemaco e dell'astuta Penelope sarebbe stato di ingaggiare un poeta cieco di nome Omero, per tramandare ai posteri la grande bugia e che Filottele era il più grande degli arceri.
Fonti: Sito Web Filottele che parla del Libro di Alberto Majrani Ulisse, Nessuno, Filottete
| Reazioni: |
mercoledì 18 giugno 2008
Ma quanti siamo!
A queste banali domande posso rispondere, l’unica cosa che non so è perché!
È giunta l’ora di fare un po’ di statistiche, insomma diamo un po’ i numeri, come ho fatto alla fine dell’anno scorso e, dato che le cose vanno bene, è meglio pubblicizzarle il più possibile.C’eravamo fermati nel dicembre scorso a 30.385 visite per tutto il 2007, che rappresentava un record per il sito, ma nei primi 5 mesi di quest’anno abbiamo raggiunto le 15.952 unità, che portano una stima a finire l’anno a 39.512, cioè il 30% pieno di visite in più nel 2008 – speriamo bene!
I mesi che hanno decretato la svolta sono stati maggio (4.626 visite) e l’inizio di giugno (2.465 per ora!), ma in generale la media dei primi 4 mesi – 2.831 – è decisamente superiore alle medie degli anni precedenti, rispettivamente 2.532 per il 2007 e 2.087 per il 2006.
Il picco in assoluto per questi anni è Maggio 2008 che sicuramente gode del traino della Fiera del libro di Torino, ma devo dire che per un sito piccolo come il nostro aumenti in media del 16%, sono aumenti importanti.
Il totale delle visite in questi anni, da fine 2005 ad oggi è stato 74.654, con una media per visitatore di circa 6 pagine e, considerando che molti entrano, vedono la home page, si spaventano e se ne vanno, c’è qualcuno che si appassiona realmente e si va a vedere il sito per intero (fortunato mortale!!!).
Un altro dato è rappresentato dalle nuove visite, cioè le persone che per caso, motori di ricerca – google soprattutto – altri siti…, si imbattono per la prima volta nel sito, da maggio per esempio sono 778 i nuovi visitatori, qualcuno resta, qualcuno va, altri passano…
Una cosa che mi fa un immenso piacere è andare a vedere le provenienze dei visitatori, la maggior parte sono italiani, ovviamente, ma una significativa rappresentanza viene anche dall’America, sia Nord che Sud, mi sono chiesto se fossero emigranti nostalgici che, vedendo un sito in italiano, lo leggono a prescindere, molti sono sparsi in mezza Europa ed uno singolo dalla Cina, più precisamente dalla città di Beijing, non so nemmeno dove sia la città di Beijing!!!!
Mi mancano solo Australia e Africa, spero provvediate al più presto!
| Reazioni: |
martedì 17 giugno 2008
CURIOSITA' - CUSSLER E LA BALLATA DI COLERIDGE
Avevo già detto giorni fa che Plague Ship, mi ricordava la Ballata del Vecchio Marinaio di Coleridge, allora ho curiosato un pò in giro, e mi sono ricordato di averla già letta da qualche parte, ed ho trovato molte citazioni di questo famoso poemetto.Non è difficile da riconoscere, io l'ho amata perfino studiandola a scuola, voi la ricordate?
- Il poemetto è citato in Iceberg quando a Dirk Pitt un suo amico e collega in punto di morte recita la frase Che Dio ti salvi, alludendo al fatto che nel poema di Coleridge il marinaio uccide un albatros, simbolo dell'antagonista principale del romanzo.
- Ero come un uomo che in una via solitaria si avanza con timore e terrore, questa frase è citata da Sandecker in Dragon.
- I suoi raggi illusori davano aspetto di una distesa bianca brina d’aprile a quel mare putrido e ribollente; ma dove si rifletteva la grande ombra della nave, l’acqua incantata ardeva in un monotono e orribile color rosso.. Con questa frase Pitt stupisce Giordino nella traversata del Sahara - come ingannare il tempo...
- Acqua, acqua da tutte le parti; e l’intavolato della nave si contraeva per l’eccessivo calore; acqua, acqua da tutte le parti; e non una goccia da bere!. Kurt Austin recita in Oro Blu.
- Con un mormorio prolungato fuggì via sul mare quel battello-fantasma.
Queste sono alcune citazioni, ma il poema è molto lungo...
| Reazioni: |
Notizie su Clive Cussler - Giugno 2008
Quarta avventura della saga degli Oregon Files dopo L'oro dei Lama, La Pietra Sacra e Dark Watch - ancora inedito in Italia, ma di cui parleremo presto - se il miglioramento notato tra il primo ed il secondo libro prosegue, questo già dalla trama promette molto bene.Juan Cabrillo e la ciurma della nave Oregon è a mala pena riuscita a uscir fuori da una missione sul fiume Congo, quando intercettano una richiesta di salvataggio di una nave in fiamme sulle coste africane...
Dal Corriere della Sera del 1/06/2008 pag 28
Ecco Clive Cussler, questa volta affiancato dal figlio Dirk, puntuale alla scadenza semestrale con l' ennesima avventura di Dirk Pitt, monotono nel ripetere il suo collaudato meccanismo narrativo.
L' avventura inizia sul lago di Baikal, dove Pitt e Al Giordino sono impegnati in una missione scientifica con colleghi russi. Un' onda anomala rischia di travolgerli e mette in pericolo di vita una squadra di altri uomini che cercano petrolio. Naturalmente quest' onda non è un fenomeno naturale, ma il segno che porta a scoprire un disegno criminale organizzato da un uomo potente e ricco che minaccia il mondo.
Solita storia, a cui si affianca la leggenda: quella nell' occasione di Gengis Khan, di cui sarà scoperta la tomba e il tesoro.
Ma non si annoiano mai nel leggere sempre la stessa storia gli appassionati di questo industriale della penna?
Voto: 5
LIBRI NON USCITI IN ITALIA: PLAGUE SHIP - 09/06/2008
Capitanata sempre da Juan Cabrillo la squadra di ex spie e dei militari ha completato appena una missione top-secret nel Golfo Persico (vedi la Pietra Sacra), quando trovano una nave da crociera alla deriva nel mare.Non rispondendo alle chiamate, sulla nave viene mandata una squadra di ricognizione: centinaia di corpi sparpagliati sui ponti e, mentre Cabrillo prova a capire cosa sia accaduto, una serie di esplosioni percorre l’intera lunghezza della nave.
Cabrillo riesce appena in tempo a salvare la sua vita e quella dell’unico superstite della nave, ma si ritrova egli stesso immerso in un mistero complicato - e pericoloso - come non gli era mai capitato.
CURIOSITA' SU CUSSLER - 09/06/2008
Tre domande fatte a Cussler, che fanno parte di un'intervista più ampia che ho tagliato poichè per i lettori più affezionati del sito non rappresentano novità. Spero appreziate.Quali sono i libri che ti piace più regalare o che altri ti regalino.
Gli unici libri che abbia mai regalato sono i miei. Quelli che mi piace ricevere sono tutti tranne i romanzi.
Quali sono i tuoi attori preferiti e cosa speciale il loro modo di scrivere?
Wilbur Smith, Nelson DeMille, Hammond Innes e John Steinbeck, danno del tu alle parole.
Quale è la tua musica preferita?
Progressive jazz, Dixieland, musica classica.
LE AVVENTURE DI DIRK PITT E AL GIORDINO - 24/05/2008
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una minaccia terribile potrebbe abbattersi sulla terra.E' una macchinazione internazionale oscura e impalpabile che rischia di diffondere morte e violenza ovunque. Un ricco e spietato imprenditore mongolo, infatti, nutre manie di grandezza e intende estendere il suo potere.E' questo il pericolo contro il quale si devono battere Dirk Pitt e Al Giordino, i protagonisti del romanzo di Clive e Dirk Cussler Il tesoro di Gengis Khan, pubblicato dalla casa editrice Longanesi.
La minaccia contro la quale Dirk Pitt e Al Giordino combattono e' forse la piu' grave della loro vita.Colpisce l'economia mondiale e affonda le sue radici nella storia di Gengis Khan, uno dei condottieri piu' temuti di tutta la storia. I due protagonisti del romanzo nelle loro ricerche, si mettono sulle tracce dell'impero di Gengis Khan, i cui confini si estendevano dall'Oceano Pacifico al mar Caspio.Le minacce alla terra, pero', non si legano soltanto al grande impero. In realta', coinvolgono anche la tomba del condottiero sepolto in un luogo sconosciuto e lontano. Le ricerche di Dirk e Al Giordino prendono le mosse sul lago Baikal, in Russia, durante una missione scientifica.
In Russia, dunque, un'inspiegabile onda anomala rischia di travolgerli. Non si tratta soltanto di un terribile evento naturale.Pitt si trova di fronte ad una macchinazione internazionale che lo portera' in Mongolia, nella citta' di Xanadu. Qui un imprenditore tiene i fili di un intrigo spietato con cui intende conquistare il mondo. L'avventura di Dirk e Al Giordino si svolge in realta' e paesi diversi: si passa dai laghi siberiani alle sabbie del deserto del Gobi.
Avventure dagli esiti incerti ed eventi impensabili sono gli elementi fondamentali di un racconto emozionante e divertente.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
LIBRI NON USCITI IN ITALIA: POLAR SHIFT - 27/05/2008
Questa è un'avventura della serie NUMA files, per intenderci quella con Austin e Zavala, è uscita in Italia, ma la trama mi sembra appetitosa...
TRAMA
Polar shift (letteralmente Spostamento Polare) è il nome di un fenomeno accaduto molte volte, questo disorienta animali ed uccelli e danneggia seriamente i circuiti elettrici...Ma può fare anche peggio, può causare grandi eruzioni, terremoti e cambiamenti climatici (avete visto il film Deep Impact, beh più o meno) provocando la fine della vita sulla Terra...
Sessanta anni fa, un eccentrico genio ungherese scoprì come innescare artificialmente un simile spostamento, ma per fortuna il suo lavoro si perse e rimase solo la teoria.
Oggi, il capo carismatico di un gruppo no global progetta di usare questo lavoro per dare una lezione alle nazioni industrializzate, ma il processo non si può invertire...
Austin, Zavala ed il resto del gruppo Missini Speciali della NUMA hanno già affrontato situazioni terribili, ma non hanno mai visto qualcosa di simile.
Questa volta anche per loro potrebbe essere troppo tardi.
LIBRI NON USCITI IN ITALIA: ARTIC DRIFT
Il libro che racconta una nuova avventura di Dirk Pitt e scritto a quattro mani con Dirk Cussler uscirà in America il 25/11 in più di un milione di copie.
| Reazioni: |
mercoledì 21 maggio 2008
LA BELLEZZA CI HA SALVATO - Memorie da Torino
La nostra giornata torinese all’insegna di Clive è andata alla grande!, dico "nostra" perchè con me c'era un amico che ha iniziato a leggere i libri di Clive un anno e mezzo fa, ed è venuto a conoscere il
Marco Buticchi ha spiegato che Dirk Cussler non ha potuto essere presente, Clive ha detto nel corso dell’incontro che attualmente il suo team della NUMA è impegnato nella localizzazione di un aereo di linea caduto nel Lago Michigan nel 1950, le ricerche si stanno svolgendo in quell’area e lui era in permesso per poter venire in Italia a presentare “IL TESORO DI GENGIS KHAN”.
LARA
| Reazioni: |
lunedì 19 maggio 2008
Salone del libro 2008. La fiera di tutti
Ogni anno è un boom. Chiude il consueto appuntamento con la Fiera internazionale del libro di Torino, che tra polemiche, discussioni, eventi ha registrato come sempre, con un lieve decremento delle visite però, un ottimo successo. La bellezza salverà il mondo? A questa domanda, leit motiv di tutto l'evento, ripresa dall' Idiota di Dostoevskji , si è cercato di dare risposta proponendo una serie di dibattiti e incontri che hanno visto molti personaggi della cultura alle prese con le difficoltà che il nostro tempo ci mette di fronte.
A rendere ancora più difficile la situazione sono state le polemiche contro l'organizzazione per aver invitato Israele come ospite d'onore di questa ventunesima edizione del salone. Alle bandiere bruciate degli scorsi giorni si sono aggiunte manifestazioni e slogan che hanno blindato la città piemontese per tutta la durata dell'evento e soprattutto nella giornata di sabato che ha visto il corteo che si è mosso per le vie centrali. Fortunatamente gli echi di "guerra" non sono entrati all'interno del Lingotto dove si è potuto passeggiare tranquillamente tra gli stand, sfogliando qualche pagina di un libro, incontrando editori ed autori e ascoltando qua e là convegni e presentazioni.
Interessantissima la lectio magistralis di Edoardo Sanguineti, il grande poeta genovese ha parlato di traduzione, una traduzione che non è solo linguistica ma è decodificazione della realtà in quanto risultato del rapporto tra significato e significante. Molto seguiti gli incontri di sabato con Dario Fo che ha tenuto banco per un'oretta e mezzo tra serio e faceto; con Sergio Rubini, il quale ha presentato e letto con la sua solita ironia, mistura tra bravura e naturalezza, un romanzo di Carlo De Amicis (La guerra dei cafoni) uscito per i tipi della Minimum Fax sui ragazzi terribili degli anni settanta; con Giovanni Allevi che in occasione della pubblicazione del suo libro La musica in testa (Rizzoli) ci ha deliziato con la sua musica e con la sua simpatia; con Gore Vidal, per la prima volta a Torino, che in più di una occasione ha parlato di cultura e di pace e con Clive Cussler, un popolarissimo "bestsellerista" americano. Sempre sabato invece è saltato il convegno in cui doveva partecipare Sergio Bertinotti, l'ex leader di Rifondazione Comunista avrebbe dovuto parlare delle prospettive della sinistra in Italia e dell'uscita del volume Alternative per il Socialismo (Editori Riuniti).
Vorrei ricordare anche due incontri più piccoli ma che, a mio avviso, rendono veramente il senso della fiera, ovvero quello di abbattere ogni confine tra le culture del pianeta: il primo con Aarto Paasilinna, autore del pluri-celebrato L'anno della lepre (Iperborea), che con il suo humour conferma la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche e di riuscire, nonostante appartenente ad una tradizione letteraria lontanissima dalla nostra, a comprendere la nostra società; il secondo, inserito nel contesto di Lingua madre, con la brava giornalista e scrittrice argentina Leila Guerriero. L'autrice ha parlato di Patagonia, una Patagonia lontanissima dal nostro immaginario fantastica, una terra schiava del freddo e del vento, della desolazione, della solitudine. Una Patagonia che è protagonista del suo ultimo libro, Suicidi in capo al mondo (Marcos y Marcos); un romanzo che è anche reportage ed inchiesta su un paesino, Las Heras, teatro di un'insolita serie di suicidi a cavallo del 2000.
L'autrice indaga, domanda, osserva e, come lei stesso ammette, non cerca vie salvifiche ma cerca di raccontare una tragedia con le sue cause e le sue conseguenze. Dietro questa serie di dolori non ci sono misteri o sette sataniche come le voci cittadine tendono a far arrivare alle orecchie, ma il vuoto, esistenziale e "strutturale" di un "non luogo" simile o identico a tanti "luoghi" prodotti dalla società postindustriale. Un volume fantastico e interessantissimo, tra le uscite più interessanti di questa stagione letteraria ed una presenza che sicuramente ha arricchito il programma, già validissimo, della fiera.
Occorre sottolineare quanto l'estetica sia legata all'etica e quanto i linguaggi umani (linguistici, letterari, musicali) possano permetterci di arricchire le nostre esperienze. Ogni scrittore, editore, politico, musicista, critico e persona comune che ha partecipato al salone ha contribuito a questo arricchimento che deve prendere linfa anche dalle critiche e dai dibattiti sollevati dalle polemiche sull'invito ad Israele per superare ogni barriera sociale, culturale, politica.
Come ha detto Ernesto Ferrero , direttore editoriale della Fiera, "la bellezza ci salverà solo se sapremo educarci a riconoscerla, a farne uno strumento di auto-costruzione personale e collettiva". Penso sia l'ora di cominciare.
| Reazioni: |
giovedì 8 maggio 2008
Clive Cussler, quando lo scrittore diventa personaggio
Il celebre autore californiano, in Italia per presentare ''Il tesoro di Gengis Khan'' al Salone del Libro di Torino, parla a Ign del protagonista dei suoi romanzi d'avventura, Dirk Pitt, ideato 35 anni fa come proprio alter ego: "Lui è rimasto quello di un tempo, ma io sono cambiato"
Roma – 7 mag. (Ign) - Una vita all’altezza dei propri romanzi d’avventura. E’ forse questo il segreto di Clive Cussler, uomo da 125 milioni di copie vendute in tutto il mondo (5 milioni e mezzo solo in Italia). Californiano, classe 1931, il celebre autore di bestseller è in Italia per presentare, il prossimo 11 maggio al Salone del Libro di Torino, la sua ultima fatica: “Il Tesoro di Gengis Khan”, edito da Longanesi. Protagonista è ancora il suo personaggio-alter ego più riuscito, l’ingegnere navale Dirk Pitt (creato nel 1973 con “Enigma”), cui Cussler ha trasmesso la propria passione per il mare, la storia e le automobili d’epoca (lo scrittore, come il personaggio, ne possiede una straordinaria collezione di oltre 80 esemplari). L’antagonista è un misterioso tycoon che in Mongolia sogna di restaurare l'impero di Gengis Khan e di conquistare il potere destabilizzando il mercato internazionale del petrolio. Nel tentativo di fermarne la follia assassina, Pitt, affiancato dal fido Al Giordino, attraversa le acque gelide dei laghi siberiani e le sabbie bollenti del deserto del Gobi alla ricerca del leggendario tesoro di Xanadu. E come in ogni romanzo d’avventura che si rispetti, deve affrontare una serie infinita di intrighi, imprevisti, pericoli.
''Quando ho creato il personaggio di Dirk Pitt, 35 anni fa – spiega Cussler a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos – mi è sembrato divertente trovare ispirazione da a me stesso: capelli neri, occhi verdi, 1,90 m di altezza per 85 chilogrammi peso. Ma il tempo passa – aggiunge sorridendo – e mentre Pitt è rimasto quello di un tempo, i miei capelli sono diventati bianchi e gli occhi tendenti al blu. Oggi sono alto 1,86 m e peso 93 chilogrammi. Una sola cosa non è cambiata: Pitt continua ad avere più successo di me con le donne!''.
Ma se Cussler ha creato storie e personaggi basandosi sulle proprie esperienze di vita, è anche vero che talvolta la fiction ha preso il sopravvento su di lui, trasformandosi in realtà. Come nel caso della NUMA, la National Underwater & Marine Agency, associazione no profit specializzata nella localizzazione, identificazione e recupero di relitti di interesse storico. Nata dalla fantasia dello scrittore come agenzia per la quale Dirk Pitt compie le sue missioni, nel 1978 è diventata, grazie a Cussler, un'organizzazione operativa reale con sede a Scottsdale, in Arizona.
"In oltre 20 anni di attività, che ho descritto in 'Cacciatori del mare' - racconta fiero lo scrittore - la NUMA ha portato a compimento oltre 60 programmi di recupero: dal C.S.S. Hunley, conosciuto come il primo sommergibile da guerra, all'Housatonic, la nave che ha affondato la Hunley ; dall’ U-20, che affondò il Lusitania, al Cumberland, affondato dalla famosa corazzata Merrimack; dalla nave da guerra del Texas Zavala, trovata sotto terra vicino a Galveston, ai resti del Carpathia, la nave che affrontò coraggiosamente gli iceberg per salvare i superstiti del Titanic". ''La mia – tiene a precisare Cussler, che recentemente ha avviato una nuova serie di romanzi sul tema, i 'Numa Files' – non è una ricerca di tesori, ma una ricerca storica''.
Sposato per 48 anni con Barbara Knight, scomparsa nel 2003, lo scrittore divide il suo tempo tra le montagne del Colorado e i deserti dell'Arizona. Ha tre figli: Terry, Dana e - come poteva mancare? - Dirk, che ha collaborato con lui nella creazione de "Il tesoro di Gengis Khan". '
'Quando inizio a scrivere un libro – confessa Cussler – non so mai se diventerà un bestseller. Certo – aggiunge - esistono dei trucchi del mestiere per appassionare il lettore: prologhi brevi; trame molto complesse; suspense alla fine di ogni capitolo; epiloghi sorprendenti. I dialoghi posti all’inizio di un capitolo, per esempio, velocizzano il ritmo, catturano l’attenzione e spingono ad andare avanti nella lettura''. E poi, bisogna ''studiare il mercato, capire cosa piace alla gente e chiedersi perché un autore ha successo. Ai miei collaboratori dico sempre: ‘Siate autocritici e abbiate molta disciplina’''.
| Reazioni: |
lunedì 5 maggio 2008
La bellezza salverà il mondo? E' il tema della Fiera del Libro 2008
Tratto da Teatro Naturale
di T N
La bellezza salverà il mondo? La domanda che un personaggio dell’Idiota pone al principe Myskin, protagonista del romanzo di Dostoevskij implica una sfida: misurarsi con la Bellezza, riuscire a metabolizzarla significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale, il tentativo di raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione.
La Bellezza, motivo conduttore dell’edizione 2008, è uno sviluppo di quello del 2007, i Confini. Abbiamo più che mai bisogno di ridefinire territori, disegnare nuove mappe, di capire il confine che separa il bello dal brutto, il buono dal cattivo, perché l’estetica è strettamente connessa all’etica.
La Bellezza sfugge alla definizioni (Picasso respingeva con fastidio la sola domanda), ma quando ci sorprende la riconosciamo immediatamente, con emozione e gratitudine. Perché gli uomini hanno sempre sentito la necessità di dare un senso alla loro esistenza attraverso qualcosa che li superi, quel «più» che solo la letteratura, l’arte, la musica, la filosofia possono esprimere.
Che cosa può rispondere oggi ai canoni della Bellezza, in letteratura come nelle arti, nella musica, nelle scienze? Che cosa si richiede a un’opera? Dove passano i confini del bello e del brutto? Come sono cambiati nei secoli i criteri estetici, e quali sono i loro rapporti con l’etica? E quali i rapporti della bellezza con gli oggetti industriali prodotti su larga scala? La bellezza è lo splendore del vero, diceva Platone: è un anelito alla speciale «verità» umana e poetica dell’arte, che può risultare anche scomoda e difficile, perché implica sempre la tensione insoddisfatta della ricerca. Ma se vedere è un atto creativo, come è stato detto, che cosa siamo capaci di «vedere», oggi?
A queste domande risponde una fitta serie di «lezioni magistrali», di conversazioni e di dialoghi che vedranno impegnati filosofi come Remo Bodei (l’uomo di fronte agli spettacoli naturali), Sergio Givone (la difficoltà di pensare e vivere la Bellezza, oggi), Giovanni Reale (che prende a paradigma una tavola di Grünewald), antichisti come Luciano Canfora e lo storico dell’arte Paul Zanker in dialogo con Franco La Cecla, antropologo e architetto; maestri dell’architettura come Mario Botta, scrittori come Raffaele La Capria (l’arte moderna si configura come un abuso di potere?), Erri De Luca e Domenico Starnone («La parola, la tagliola»), l’etologo Danilo Mainardi. Vittorio Sgarbi dimostrerà che il bello non coincide affatto con quel che piace. Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia si interrogheranno sull’uso improprio della Bellezza. Verterà sulle bellezze della lettura la conversazione dello scrittore argentino Alberto Manguel.
Quale potrebbe essere oggi il canone del romanzo? Ne discuteranno Alfonso Berardinelli, Andrea Cortellessa, Giorgio Ficara, Filippo La Porta, con Paolo Mauri.Valerio Massimo Manfredi racconterà i canoni della Bellezza del mondo greco-romano, mentre Khaled Fouad Allam, il filosofo algerino Shaker Laibi e l’antropologa tunisina Lilia Zaouali ci parleranno della Bellezza nell’arte e nella letteratura islamica.
Il Paese ospite: Israele
La letteratura israeliana si è conquistata uno spazio sempre più vasto nel favore dei lettori europei, e in particolare italiani, per la sua capacità di coniugare il senso delle radici con una speciale attenzione per «l’altro», affrontando con coraggio i conflitti e le contraddizioni che lacerano le società contemporanee e che si riflettono esasperate nel microcosmo medio-orientale.
Verranno a Torino scrittori che appartengono a generazioni diverse: dal «decano» Aharon Appelfeld (di cui Guanda sta pubblicando l’opera omnia) e che terrà la prolusione inaugurale la sera di mercoledì 7 maggio, a un altro grande personaggio che incarna le ragioni del confronto multiculturale quale l’irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, che ha imparato l’ebraico come una lingua straniera e ha pubblicato nel 1974 il suo primo romanzo, dal titolo significativo: Gli uomini sono uguali, ma alcuni lo sono di più. Con loro Zvi Yanai, la cui parabola esistenziale è molto simile a quella di Appelfeld (l’ebraismo come lenta conquista che sostituisce l’identità europea d’origine). Molto attesa giovedì 8 la partecipazione di Abraham B. Yehoshua con il suo nuovo romanzo Fuoco amico.
Accanto a loro, scrittori dell’età di mezzo, come Meir Shalev, particolarmente caro a Erri De Luca, che consiglia con calore il suo nuovo romanzo, Il ragazzo e la colomba, Frassinelli, a «chi vuole gustare una storia con l’intelligenza del cuore»; Alon Altaras (che insegna in Italia e si è rivelato un efficace pontiere tra le due culture), Etgar Keret (è anche uomo di cinema, e racconta con humour i paradossi della vita quotidiana), Ron Leshem (il suo Tredici soldati, che è diventato anche un film, è ambientato durante guerra del Libano).
Particolarmente significativa la partecipazione delle scrittrici (molte delle quali scrivono anche per i bambini): Savyon Liebrecht, Zeruya Shalev, Avirama Golan, Shifra Horn, Sara Shilo, Orly Castel-Bloom, Lizzie Doron. Sabato sera un reading di poesia con Shimon Adaf, Maya Bejerano, Ori Bernstein, Tali Latowicki, Ronny Someck, presentati da Sara Ferrari.
La presenza degli autori israeliani alla Fiera consentirà a un autorevole gruppo di storici e di studiosi di ripercorrere criticamente una storia tormentata, e di mettere in luce quei gruppi e quelle iniziative che vedono ormai da tempo israeliani e palestinesi lavorare insieme per sperimentare sul campo nuovi modelli di convivenza. Ma anche di rivisitare le grandi esperienze culturali dell’ebraismo (il rabbino Adin Steinsaltz, vero leader spirituale e autore di una monumentale edizione commentata del Talmud in ebraico moderno, in dialogo con Enzo Bianchi), della Shoah (quella italiana in specie, a settant’anni dalle leggi razziali), anche in occasione della pubblicazione della «grande opera» Utet) e della tormentata storia dei rapporti tra israeliani e palestinesi, con la partecipazione, tra gli altri, di storici e studiosi quali Dan Diner, Stefano Levi della Torre, Simon Levis Sullam, e Idith Zerthal.
Giovedì 8 l’incontro con Shlomo Venezia, cui testimonianza è particolarmente preziosa, perché è uno dei rarissimi superstiti dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare i resti di chi «passava in gas», e che venivano a loro volta eliminate perché non raccontassero.
Sabato 10 lo storico Benny Morris incontra Sergio Romano e Antonio Ferrari in occasione della pubblicazione presso Rizzoli del suo nuovo libro.
Claude Lanzmann presenterà a Torino l’edizione dvd del suo film-capolavoro, Shoah, frutto di dodici anni di lavoro, che è anche diventato una primaria fonte storiografica sull’argomento.
Grandi ospiti del 2008
Attesi al Lingotto alcuni protagonisti della letteratura mondiale: maestri indiscussi come l’americano Gore Vidal; lo sloveno di Trieste Boris Pahor, ultranovantenne finalmente riconosciuto tra i massimi testimoni e interpreti della Shoah accanto a Primo Levi e Imre Kertész; Javier Marías, che riceverà al Lingotto il Premio Alassio Internazionale; il poeta francese Yves Bonnefoy, il finlandese Aarto Paasilinna, le americane Susan Vreeland e Geraldine Brooks, bestelleristi come l’americano Clive Cussler e il barcellonese Ildefonso Falcones; e ancora, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II in dialogo con un suo affezionato lettore, Fausto Bertinotti; il portoghese José Rodriguez Dos Santos, l’americano Joe Lansdale, i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e André Michaux; il tedesco Arno Geiger con il suo romanzo «anti-familiare», vincitore del Deutscher Buchpreis 2005.
Tra i centenari, quelli dedicati a Giovanni Guareschi, Cesare Pavese ed Elio Vittorini, narratori ma anche editori, profondamente interessati al rapporto tra cultura e società. Folta anche la rappresentanza degli autori italiani, tra narratori e saggisti, nomi famosi ed emergenti: Milena Agus, Magdi Allam, Ritanna Armeni, Lorenzo Beccati, G.M. Bellu, Enzo Bianchi, Caterina Bonvicini, Anna Bravo, Enrico Brizzi, Giorgio e Caterina Calabrese, Mario Calabresi, Riccardo Calimani, Flavio Caroli, Leonardo Coen, Mauro Covacich, Guido Davico Bonino, Giacomo Dacquino, Andrea De Carlo, Diego De Silva, Claudio Di Consoli, Giorgio Faletti, Giovanni Floris, Massimo Gramellini, Luigi Guarnieri, Giordano Bruno Guerri, Loredana Lipperini, Letizia Lerro, Marco Lodoli, Andrej Longo, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Gianni Oliva, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Ermanno Rea, Elisabetta Rasy, Antonio Rezza, Carmen Lasorella, Eugenio Scalfari, Flavio Soriga, Corrado Stajano, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presentano il loro nuovo libro, Cinzia Tani, Andrea Vitali.
Tra i saggisti stranieri, Luce Irigaray, psicoanalista e filosofa, Corinne Maier (No Kid), il demografo libanese Youssef Courbage, che avanza una tesi controcorrente sull’evoluzione delle società arabe.
Dario Fo discuterà con Mario Tozzi e Cesare Martinetti delle sue recenti battaglie ambientali, mentre Tullio De Mauro ed Edoardo Sanguineti terranno due lezioni sui problemi della traduzione, nell’ambito del ciclo di incontri dedicati appunto ai traduttori letterari. Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, terrà una lezione sulla bellezza della parola, in occasione della nuova traduzione della Bibbia.
E ancora: Enzo Bianchi viaggia tra i «popoli del libro» con la scrittrice-fotografa Monika Bulaj.
Infine Max Pezzali, il pianista Giovanni Allevi ed Elisa si presenteranno al Lingotto nelle vesti inedite di autori di libri.
I DIBATTITI: DALLA GIUSTIZIA ALLA THYSSENKRUPP
Come ogni anno, i convegni dedicati ai grandi temi della vita civile, e promossi dalle diverse Case editrici, risulteranno tra i più affollati e partecipati: la Giustizia (con Gherardo Colombo e Luigi Ferrarella, in dialogo con Luciano Violante), il quarantennale del Sessantotto (con Mario Capanna, Gherardo Colombo, Enrico Maria Papes), il caso Moro e il terrorismo (con Giovanni Bianconi, Andrea Colombo, Giovanni Fasanella, Miguel Gotor, Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato, Andrea Casalegno, Corrado Guerzoni), la Mafia (con Pino Arlacchi, Gian Carlo Caselli, Gianrico Carofiglio, don Luigi Ciotti), «Mani sporche» (con Gianni Barbacetto, Luigi De Magistris, Peter Gomez, Marco Travaglio, Carlo Vulpio), i drammi dell’immigrazione africana (con Fabrizio Gatti), il laicismo, la repressione in Birmania (con Carmen Lasorella). Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, esporrà le sue ricette di governo.La tragedia della ThyssenKrupp verrà ricordata con la lettura dell’emozionante reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell’Ambra Jovinelli, con i quali è attesa Paola Cortellesi. A seguire un dibattito con lo stesso Mauro, Giuseppe Berta, Felice Casson e Sergio Chiamparino.
GLI SPETTACOLI: DALL’ORCHESTRA DI NAZARETH A TANIA LIBERTAD
Come sempre in Fiera, incontri e dibattiti si alternano a momenti di spettacolo. Giovedì 8 maggio si esibisce al Lingotto l’Orchestra di Nazareth con il complesso Radioderwish, l’affermato gruppo italo-palestinese di world music.
The Arab Music Orchestra di Nazareth, composta da musicisti cattolici, ebrei e musulmani, è un esempio ideale di convivenza artistica e religiosa. Si avvale di strumenti arabi classici (archi, qanun, oud, percussioni) e della voce della palestinese Lubna Bassal. Ha inciso due album, e di recente ha suonato al Central Park di New York, al Festival di musica sacra di Fez, e al Festival di Rovereto. In agosto sarà ospite della 41° edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello – Perugina.
Sempre giovedì, Massimo Finazzer Flory porta il suo spettacolo Lo specchio di Borges, all’incrocio fra musica, letteratura e paradossi filosofici. Le musiche di Astor Piazzolla che lo accompagnano saranno eseguite dal Quintetto Neofonia Ensemble.
La stessa sera un’esibizione straordinaria di Michael Nyman, il musicista inglese maestro del cosiddetto minimalismo, considerato tra i maggiori compositori viventi, e noto al grande pubblico anche per le colonne sonore dei film di Peter Greenaway (L’ultima tempesta), Jane Campion (Lezioni di piano) e Michael Winterbottom (Wonderland).
Sabato 10 è atteso il concerto della musicista e cantante israeliana Nurit Hirsh. Domenica suona il complesso klezmer Trio Jerusalem; il regista e attore Michele Di Mauro tiene il suo reading-spettacolo, Lo scandalo della Bellezza, coadiuvato dal dj Fabrizio Vespa; e Massimo Carlotto porta la lettura teatrale del libro che ha dedicato ai Cristiani di Allah.Venerdì 9 l’attore e regista Sergio Rubini darà una lettura del romanzo di un nuovo scrittore, Carlo d’Amicis, formicolante spaccato del mondo giovanile nella Roma d’oggi.Sabato Gavino Ledda legge con i ragazzi del Liceo Azuni di Sassari il suo testo teatrale L’Enigma della libertà. Domenica Elisabetta Pozzi cura lo spettacolo teatrale Sedici feriti, dello scrittore israeliano Eliam Kraiem, con Alessandro Benvenuti.
Lunedì l’incontro con Ascanio Celestini, che presenta il suo film sul precariato Parole sante; La città fragile, il reading di Beppe Rosso e Filippo Taricco, e Izz trù. Storie dal Traffic 2007, con Max Casacci e Manuel Agnelli.
di TN - 03 Maggio 2008
TN 17 Anno 6
| Reazioni: |
mercoledì 30 aprile 2008
Da dove vengono i nomi dei personaggi - Parte Seconda
Iniziamo!!
Riprendo il commento “Il nome del fedele mulo che accompagna lo stesso Clive Cussler in alcuni suoi romanzi si chiama Mr. Periwinkle.
Questo nome deriva da una varietà di conchiglie (le Periwinkle o angeliti) che si trovano soprattuto nelle spiagge dell'Oceano Pacifico” e vi mostro una foto della conchiglia:

Bella eh? che ne pensate?
Allora avanti con altri nomi:
William Shea, che in Valhalla è una guardia costiera è preso dal nome di un membro dell’Advisory Board del NUMA
Il professor Throckmorton, un personaggio secondario di Morte Bianca è tratto da Peter Throckmorton un altro membro dell’Advisory Board del NUMA.
In Alta Marea, un vecchio pescatore offre a Pitt e Giordino di utilizzare la sua barca, questa barca si trova attraccata al molo Wheeler, Douglas Wheeler è un altro membro dell’Advisory Board del NUMA.
Charlie Davis, assistente speciale del direttore dell’ FBI in Walhalla, come Al Giordino è un vecchio compagno d’armi di Cussler ai tempi in cui era di stanza a Hickam Field - Hawaii
Tornando a Dirk Eric Pitt, si deve aggiungere che Eric oltre ad essere il secondo nome di Cussler è anche il nome del padre di Clive.
La leggenda vuole che Clive Cussler scrisse il suo primo libro “Enigma” in un negozio a Newport Beach, i proprietari di questo negozio si chiamavano:
Omar Wood, Don Spencer and Ron Merker.
In Enigma ci sono tre personaggi che si chiamano:
Omar Woodson
Lee Spencer (biologo marino a bordo del First Attempt)
In Recuperate il Titanic ci sono i seguenti personaggi:
Sam Merker NUMA esperto di sistemi sul Sappho 1
Rick Spencer NUMA ingegnere sul Sappho 1
Omar Woodson NUMA fotografo sul Sappho 1
| Reazioni: |
sabato 26 aprile 2008
L'insostenibile bellezza del leggere
«Fra due anni avremo il quarto padiglione che collegherà il Lingotto e l’Oval. Solo allora ci saranno finalmente nuovi spazi per i saloni della città, e anche la Fiera del Libro risolverà la sua fame di metri quadri».
| Reazioni: |
giovedì 17 aprile 2008
Da dove vengono i nomi dei personaggi - Parte Prima

Barbara la moglie di Cussler voleva chiamare il figlio Glenn, ovviamente non è andata così, ve lo immaginate il nostro eroe che si chiama Glenn Pitt?
Il nome Leigh Hunt, presente in più di un libro, nella vita reale è un amico di Cussler
Il nome completo di Pitt è Dirk Eric Pitt, indovinate qual è il secondo nome di Cussler?
Robert "Bob" Ebenson, nome sconosciuto ai più, è il meccanico che rimise a posto la Cord di Pitt in Tesoro, nella vita reale è il partner di Cussler nelle gare automobilistiche.
Teri von Till, presente nel libro Enigma, trae il suo nome dalla figlia maggiore di Cussler, Teri appunto…
L’unica controindicazione al tutto è che durante il libro Dirk – che come sapete è il nome del figlio di Cussler – si innamora di Teri…un bel problema.
Sempre parlando di figli, l’altra figlia di cussler è Dana, Dana Seagram è un personaggio di Recuperate il Titanic
Ken Knight è un personaggio di Enigma
Il comandante Byron Knight guida la Polar Explorer in Tesoro
Asa Knight è comandante in seconda in Atlantide
Come si chiama la moglie di Cussler?
Fine prima parte. Che ne dite vi è piaciuta?
| Reazioni: |
mercoledì 9 aprile 2008
Interview with Clive Cussler
Vi aspetto per commentarla.
Andrea
| Reazioni: |
venerdì 28 marzo 2008
Galleria dei Personaggi - St Julien Perlmutter
Amico di lungo corso del senatore George Pitt, ha conosciuto Dirk da quando è nato, creando con lui un legame sempre più stretto nel corso degli anni, per Dirk è come uno zio e fin da piccolo, seduto sulle sue ginocchia, ascoltava meravigliato le storie di mare che gli raccontava .
Come lo stesso Cussler lo descrive nei suoi romanzi: “con una stazza fisica di centottanta chili, capelli grigi, una faccia rubiconda incorniciata da una folta barba, due vispi occhi azzurri, St Julien Perlmutter è un gourmet, possiede un incredibile archivio di ricette e una cantina con più di 400 bottiglie di vini d'annata che non esita a bere in compagnia di amici. Ride di qualsiasi dieta che considera un inutile tortura, il suo più grande desiderio è quello di lasciare questo mondo assaporando un buon cognac centenario dopo un pasto sontuoso!”
La sua grande passione è costituita dalle navi e dai naufragi, è un autentico esperto di storia della marina mercantile: ha accumulato infatti quella che gli esperti giudicano la collezione più completa del mondo in fatto di letteratura marinara e di documenti sulle navi storiche.
Abita in una casa di Georgetown, ha un battente di bronzo a forma di ancora di nave, in casa ha uno specchio proveniente dal Lusitania ed un tavolo da pranzo ricavato dal timone del Mary Celeste, inoltre possiede un prezioso servizio di cristalli appartenuto all’Andrea Doria.
Vive letteralmente immerso – e sommerso - nei suoi libri, ammonticchiati in ogni angolo della sua casa di Georgetown, ma sa esattamente dove si trova ogni testo e riesce sempre a recuperarlo in pochi secondi.
La sua collezione è invidiata da tutti i musei e collezionisti, ma lui non la cederebbe per nulla al mondo, i suoi libri sono comunque a disposizione di tutti quelli che, per un motivo o per un altro, hanno bisogno di consultarli.
E' proprietario di una Rolls Royce silver dawn 155 carrozzata da Hooper con 6 cilindri in linea, che comunque affida al suo fidato autista Hugo Mulholand.È presente nei seguenti libri:
Atlantide
Alta Marea
Missione Eagle
Odissea
Onda d’urto
Sahara
Walhalla
L’Oro dell’Inca
Il Serpente dei Maya
Morte Bianca
| Reazioni: |
venerdì 21 marzo 2008
Il Tesoro di Gengis Khan

Ciao a tutti,
Grazie ad un nuovo amico che me lo ha segnalato, ho scoperto che è in uscita (il 30/4/2008) il nuovo libro di Cussler che ha come protagonista Dirk Pitt, io l'avevo bucata, sorry a volte capita, ma ho prontamente rimediato, pubblicando e ringraziando.
La storia narrata devo dire che mi sembra molto interessante e persone che l'anno letto in inglese mi assicurano sia molto bello, in effetti sia la storia sembra affascinate, anche la macrostoria di Gengis Khan.
Dirk Pitt resta quasi ucciso durante una missione di salvataggio di un équipe russa alla ricerca di petrolio sui fondali del lago Baikal.
Sembra solo un incidente, ma quando la stessa équipe viene sequestrata e una nave da ricerca della NUMA è quasi affondata, diventa evidente che c'è qualcosa di più sinistro nell'affare.
Tutte le tracce conducono in Mongolia, a un misterioso 'tycoon' che sta conducendo trattative segrete per la fornitura di petrolio alla Cina, mentre semina disastri che sconvolgono le borse mondiali dell'oro nero.
Il magnate mongolo cova il sogno di restaurare l'impero di Gengis Khan, si è appropriato di un segreto occulto che lo riguarda e potrebbe essere la chiave per conquistare le risorse necessarie a mettere in atto i suoi piani.
Nel tentativo di fermare la follia assassina del 'tycoon', una minaccia che potrebbe colpire ovunque, Dirk Pitt e il fido Al Giordino si muovono dalle acque ghiacciate dei laghi siberiani alle sabbie bollenti del deserto del Gobi alla ricerca del leggendario tesoro di Xanadu, ma prima dovranno affrontare una serie infinita di intrighi, avventure e pericoli...
Aspetto i vostri commenti su questo e sugli altri libri...
| Reazioni: |
giovedì 20 marzo 2008
Consigli di Lettura - La Cura del Gorilla

Ciao a tutti,
ancora in mancanza di libri di Cussler vi consiglio un autore che ho scoperto l'anno scorso Sandrone Dazieri, sopratutto nella quadrilogia del Gorilla, il tipo di libro non è avventura ma noir classico con una spruzzata di italianità che non guasta, vi allego la recensione in quarta di copertina del suo libro più famoso La cura del Gorilla, da cui l'anno scorso è stato tratto un film con Claudio Bisio.
Ve lo raccomando caldamente e attendo commenti
Andrea
Il Gorilla è tornato, e sono guai. Soprattutto per lui, unico detective schizofrenico al mondo, nonché ex leoncavallino ufficialmente stanco di guerra. Nel corpo a corpo con un'ltalia pienamente "globale" e post-tutto, in piena e riconosciuta follia, si fa strada l'ultimo, smagliante tipo di Cavaliere di ventura, con molte macchie e tanta paura. Un romanzo dal ritmo scatenato dove comicità sulfurea e stralunata malinconia si intrecciano in ogni pagina. La rivelazione del nuovo noir italiano. Sempre in piedi come un Bruce Willis della Bassa lombarda, Sandrone Dazieri detto Gorilla si ritrova, quasi senza volerlo, per pura cavalleria e pura cocciutaggine, a dare e prendere botte da orbi in una vorticosa girandola di albanesi trucidati, balordi omicidi, fantastici fantaeditori un po' pellari minacciati di morte, maliarde dark ladies dell'Est, post-autonomi torinesi in piena azione e monsignori caritatevoli. Per sopravvivere nella iperrealtà del nuovo secolo, in cui tutte le cose si mescolano, e per riuscire a venire a capo delle due diverse indagini in cui si è incautamente cacciato, Sandrone dovrà ricorrere a tutte le risorse delle due personalità che (bellicosamente, capricciosamente) albergano in lui: l'impulsivo vitalista sentimentale e l'Altro, il Socio, lucidissimo ed elegante stratega (e ancor piú figlio di puttana). Sempre in corsa a un pelo da catastrofi di ogni genere, inevitabilmente scisso (come alla fine scissa e non riconciliata è la realtà stessa), sempre pestato, con la sua crew di comprimari ex leoncavallini (l'Elefante, Alex) e con Vera, ragazza dei tempi moderni, Sandrone Dazieri detto Gorilla incarna un'anima segreta (ma neanche tanto) e finora non rappresentata degli anni Ottanta e Novanta e oltre, finalmente sottratta all'autolamentazione o all'autodissoluzione, attraverso la pura felicità della narrazione.
| Reazioni: |
venerdì 22 febbraio 2008
Trappola in fondo al mare - la contaminazione di Cussler
Amate i film di Steven Seagal, personalmente li guardo se non c'è altro in tv, adoro i film dall'alto bodycount, però c'è una curiosità che sicuramente non sapete...
Avete mai visto “Trappola In Alto Mare - Under Siege” del 1992?
Lo sapevate che il film è ispirato al libro di Cussler...
Infatti come tributo all’ispiratore uno dei personaggi del film si chiama Pitt.
Scopriamo quale
Vi ricordate la trama del film?
Eccola
Dopo anni di gloriosa attività, la grande nave da guerra americana "USS Missouri", in azione dalla II Guerra mondiale al conflitto nel Golfo, naviga ora nel Pacifico destinata alla demolizione. A bordo però vi sono ordigni nucleari che eccitano i desideri di potere del comandante Krill e di William Strannix, un ex agente della CIA, in combutta con lui.I due hanno deciso di impadronirsi della nave e per questo dall'Oceano, con il pretesto di una festa in suo onore, Strannix arriva a bordo con un folto gruppo di criminali armatissimi. Nella cambusa, tuttavia, è in servizio Casey Ryback, che fa il cuoco ma che, come solo il capitano Adams, suo ufficiale in comando, sa, è un decoratissimo eroe di varie guerre in Vietnam e in Medio Oriente.
Prima che nel grande salone sul ponte ferva la festa, Ryback viene prudenzialmente chiuso nella cella frigorifera; dopo di che comincia una brutale sparatoria, mentre interi reparti della "USS Missouri" sono inondati, bloccandovi centinaia di uomini. Ma Ryback, un gigantesco individuo, sfruttando la sua esperienza di combattente decide di intervenire dopo l'uccisione del capitano Adams cui era fedelissimo, poiché la nave ha a bordo, tra le armi, due missili nucleari. Liberatosi dalla sua gelida clausura, associatasi anche se per forza una giovane (una ballerina portata a bordo da Strannix per la festa) e, in seguito, con alcuni compagni liberati dalle paratie e dall'acqua, Casey inizia il suo andirivieni nei meandri della nave.Messosi in contatto via radio con lo Stato Maggiore della Marina, ne viene diretto per risolvere il gravissimo problema dei missili: i congiurati infatti hanno dato appuntamento nel Pacifico a un sottomarino, sul quale intendono trasbordarli e poi fuggire. Ryback ha la meglio: gli ordigni sono distrutti appena in tempo per evitare una tragedia nucleare ed i malvagi vengono eliminati.
Avete scoperto di che film si tratta...
Provate a rispondere !!!!
| Reazioni: |


