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Questo Blog è dedicato interamente a Clive Cussler, ai suoi libri, ai suoi personaggi, tra tutti Dirk Pitt.

Qui troverai tutti i libri di Cussler, le opinioni gli approfondimenti...

e sopratutto uno spazio per parlare insieme del maestro dell'avventura
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giovedì 14 marzo 2013

Recensione “Buona” di Cyclops

da: http://librimanonsolo.wordpress.com

Ci sono cose nella vita che una persona crede non possano mai cambiare: la propria squadra di calcio, il proprio partner, il proprio partito, il proprio piatto preferito. E invece ho sempre pensato che “Congo” di Crichton fosse il più bel libro di avventura che abbia mai letto, e un bel giorno mi accorgo che “Cyclops” di Clive Cussler è ancora più bello.

Scritto nel 1986, tutto ruota attorno alla ricerca di un antica statua azteca fatta completamente d’oro, la Dorada, e di vari personaggi, partendo appunto dalla “Cyclops”, una nave a vapore degli inizi del ventesimo secolo, affondata nel Mare dei Sargassi, mentre trasportava la statua negli Stati Uniti. Da lì le vicende della Gersey Colony, una base spaziale costruita in segreto da alcuni civili americani, al tentato omicidio dei fratelli Castro da parte dei sovietici che volevano un vero avamposto nel continente americano, distruggendo L’Avana, fino alla quasi riuscita cattura dello Shuttle a Cuba.

La storia comincia quando, nel Sud della Florida, il ricco magnate LeBaron parte alla ricerca di tesori sommersi usando un vecchio dirigibile come base per esplorare il mare, ma dopo qualche ora le comunicazioni scompaiono. Quasi una settimana dopo il dirigibile ricompare nei cieli e al suo interno si trovano tre cadaveri: all’inizio si crede siano i corpi di LeBaron ed i suoi aiutanti, ma dopo analisi approfondite si scopre che sono i resti di alcuni cosmonauti sovietici che, a bordo di una sonda spaziale mandata a fotografare la superficie lunare. Qui, mentre sorvola la base segreta di Gersey Colony, viene attaccata con un lanciamissili dalle persone che vi lavorano. Durante il viaggio di rientro verso la Terra, la sonda ha un guasto e precipita a Cuba invece che in Siberia. Qui le autorità informano Castro del recupero della sonda ed il Leader Maximo decide di usare quei cadaveri per aprire un canale diplomatico segreto con gli Stati Uniti.

In realtà la missione di LeBaron era davvero quella di recuperare la Dorada, ma per farlo doveva riappacificare gli Usa e Cuba, ma era stato arrestato dalle forze sovietiche nell’isola caraibica, e detenuto in una base segreta.

Jessie LeBaron, seconda moglie del magnate scomparso, chiede aiuto a Dirk Pitt, eroe di molti libri di Clive Cussler, di aiutarla a trovare il relitto della Cyclops, mentre in realtà ha avuto il compito da parte del Presidente di contattare di persona Castro e iniziare le trattative di distensione.

Nel frattempo, il Presidente viene avvicinato e per così dire sequestrato per qualche ora da un individuo mentre si trova su un campo da golf, il quale lo informa dell’esistenza della Gersey Colony e che entro un paio di settimane i tecnici e gli scienziati di stanza sulla Luna sarebbero tornati sulla Terra. Non credendolo, il Presidente viene liberato pacificamente dal suo sequestratore, che sparisce; il giorno successivo chiama un ex agente della Cia e gli ordina di scoprire qual è la verità dietro alla Gersey Colony ed arrestare chiunque vi sia dietro.
L’agente scopre che la Gersey Colony è una associazione di ricchi, scienziati e militari che, desiderosi di battere i russi nella corsa allo spazio e sapendo che la burocrazia non sarebbe stata d’aiuto, hanno creato un consorzio segreto che ha installato una colonia lunare. Informato, il Presidente decide di graziare tutti i responsabili e di accoglierli con tutto l’onore.

Nel frattempo, il dirigibile usato da Dirk Pitt, Jessie LeBaron ed alcuni suoi colleghi viene abbattuto dalle forze navali cubane, e per salvarsi raggiungono un’isoletta, la stessa dove si trova LeBaron e vengono catturati e torturati. Dirk Pitt riesce a sfuggire, e quando torna con le forze speciali a recuperare i suoi amici, vengono scoperti dei documenti che parlano di un attacco sovietico contro L’Avana per eliminare Castro e prendere il pieno possesso dell’isola.

Ho letto diversi libri di Cussler, ma devo dire non mi hanno mai deluso. Inoltre l’autore (che tra l’altro compare anche in un paio di romanzi), è davvero al comando della Numa, la società di recupero di tesori sottomarini in cui lavora il protagonista, quindi è informato su molti particolari riguardanti le attività subacquee ed i vari relitti che potrebbero contenere veri oggetti di valore economico o artistico.

In più, la tecnica di scrittura di Cussler è molto raffinata, con un grand’uso di termini tecnici, ma non per questo lenta. Anzi, le pagine volano via in un istante, e le seicento e più pagine si susseguono velocemente, e più si prosegue, più si è incuriositi di scoprire quello che accadrà.

Il romanzo, pubblicato nel 1987, è ambientato negli ultimi due mesi del 1989, comincia il giorno dopo la caduta del Muro di Berlino.

mercoledì 13 marzo 2013

Recuperate il Titanic di Clive Cussler

da: http://www.contattonews.it

Le vicende prendono il via il 14 aprile 1912 a bordo del Titanic, dove sul ponte A un passeggero in preda ad un evidente stato di ansia e profondamente sconvolto minaccia un inserviente della nave con un  pistola affinchè lo accompagni nella stiva per consentirgli di recuperare un carico di particolare importanza, ma grazie all’urto della poderosa nave contro un iceberg quell’uomo non raggiungerà mai il suo scopo. Questo vecchio romanzo di Clive Cussler, risale infatti la sua prima pubblicazione al 1976, èdito da Lonanesi in occasione del centenario del disastro del Titanic, non si discosta dal clichè tipico dell’autore americano dove avventura e suspense la fanno da padroni.

Più di sessant’anni dopo, in un mondo ancora preda della guerra fredda gli USA stanno mettendo a punto uno studio segretissimo e di vitale importanza chiamato  Progetto Siciliano, che consiste in un progetto di difesa antimissile grazie al quale gli Stati Uniti sarebbero in grado di disinnescare definitivamente la minaccia sovietica.

Tuttavia manca un elemento essenziale: c’è bisogno di un certo quantitativo di bizanio, un rarissimo minerale ormai praticamente inesistente in natura, e che pare sia stivato in una quantità sufficiente a bordo del Titanic. Ma il transatlantico giace ormai da decenni in fondo all’oceano a profondità proibitive, recuperarlo quindi appare un impresa disperata, ma non per Dirk Pitt e la sua squadra che danno così il via ad una palpitante avventura e ad una corsa contro il tempo in cui dovranno guardarsi non solo dagli insormontabili ostacoli posti dalla natura, ma anche dai continui tentativi di impedire l’impresa attuati dai servizi segreti sovietici.

mercoledì 25 gennaio 2012

Clive Cussler - Morsa di Ghiaccio


La trama di Morsa di Ghiaccio la conoscete, mi sono divertito, però trovando una mia recensione sul sito QLibri di un paio di anni fa!!! Che ne dite?

Oceano Artico, 1848
.
La Erebus è bloccata dai ghiacci, come già la sua compagna, la Terror.
La spedizione guidata da sir John Franklin è fallita, ma il particolare più terribile è che, nelle ultime settimane prima della fine, l’equipaggio è caduto preda di una sorta di follia, che ha spinto gli uomini ad atti di insensata crudeltà.

Oceano Artico, 2011.
Dirk junior e Summer, i due figli gemelli di Dirk Pitt, sono impegnati in una serie di rilevazioni oceanografiche per conto della NUMA, quando si imbattono in una nave alla deriva. I marinai a bordo sono morti. Nessun segno di lotta né di scontro.
E non è la prima volta che questo accade, tanto che tra i locali cominciano a diffondersi leggende sulle morti misteriose. E sembra che ci sia davvero qualcosa di molto strano nella zona, visti gli incidenti navali che si verificano nelle acque al confine tra Stati Uniti e Canada.
Disastri imprevisti che rischiano di portare i due paesi sull’orlo di un conflitto, proprio in un momento in cui la situazione negli Stati Uniti è drammatica a causa di una terribile crisi energetica.
Chiamati a intervenire, Dirk Pitt, Al Giordino e gli uomini della NUMA si dovranno scontrare con l’avidità umana e con complesse e oscure macchinazioni, ma soprattutto con un territorio spietato che non lascia possibilità di errore.

Archeo - Mia opinione su QLibri del 5-4-2010

Sono sempre stato un grande fan di Clive Cussler e dei suoi romanzi con Dirk Pitt, anche se da quando ha iniziato la collaborazione con i vari coautori, sia nella serie principale che nelle altre nuove, avevo notato una perdita di interesse quasi che le idee fossero finite e con loro le ambientazioni fossero ingrigite, i personaggi si fossero appiattiti…
Da qualche romanzo a questa parte le cose mi sembrano però migliorate, in quest’ultimo per esempio la trama è appassionante come ai vecchi tempi, i dialoghi sono scritti molto bene, le descrizioni dei paesaggi sono più accurate (ho avuto freddo tutto il tempo e sulla metro stracolma non è facile) e le narrazioni delle azioni non sono da meno.
cussler.blogspot.com

martedì 24 gennaio 2012

Appunti su Atlantide di Clive Cussler

atlantideAtlantide di Clive Cussler è un buon romanzo.
L'inizio palesemente - e volutamente - banale di questa recensione rende comunque in pieno l'idea di pienezza e rotondità, di completezza insomma, che si avverte nella lettura di questo mirabile libro.

Non conoscevo l'autore, direttamente, ne avevo solo sentito parlare, tuttavia quel titolo e la copertina stessa mi hanno convinto ad intraprendere la lettura, scorrevole ma impegnativa, di quelle 500 ed oltre pagine.

Sarà una mia fissazione, ma raramente resisto quando in un titolo appare la parolina magica "Atlantide" era già successo con Avoledo (ed era andata bene), e si é ripetuto adesso con Cussler.

La storia narrata, e costruita da Cussler, è accattivante anche perché offre diversi momenti narrativi anche molto lontani nel tempo che poi, pagina dopo pagina, vanno a ricongiungersi l'un l'altro.

Per chi si accinge alla lettura, è sufficiente sapere che (per non rovinare l'impagabile sapore della scoperta della storia riga dopo riga):
1. Nel XIX secolo alcuni passeggeri di una nave in Antartide scoprono un relitto di una nave inglese (un Indiaman Inglese) del secolo precedente imprigionata nei ghiacci, al cui interno vi ero innumerevoli tesori ed un sinistro Teschio di ossidiana nera.
2. Ai giorni nostri, un esploratore di miniere, nell'ambito delle sue esplorazione, si imbatte per caso in una camera con le pareti ricoperte di strane scritte al centro della quale sorge un piedistallo con sopra un altro Teschio di ossidiana.
3. Sempre ai giorni nostri una nave oceanografica in missione nell'Antartide viene presa di mira dal fuoco insistente e fatale di un sottomarino tedesco dato per scomparso almeno 50 anni prima.
Sono questi tre i momenti narrativi da cui trae spunto ed origine la storia.
Ad allacciare e ricongiungere questi momenti, dando alla intera storia il giusto significato, ci penserà Dirk Pitt, personaggio simpatico e dinamico creato dall'abile penna di Clive Cussler, il quale insieme all'immancabile - a quanto sembra - amico Giordino (il piccolo italiano) dipanerà una matassa ingarbugliata e pericolosa, resa ancora più intricata dalle trame poco chiare ed ostili dell’oscura famiglia Wolf.

Non è il caso di svelare altri elementi della trama, è più opportuno soffermarsi sullo stile narrativo di Cussler.

E' uno stile facile, nel senso migliore del termine, mai domo. Impetuoso e tuttavia scorrevole, agile ma forbito, rapido eppure esauriente. Tutto ciò tradisce, ovviamente, una certa professionalità ed una certa padronanza dell'arte dello scrivere.

Al giorno d'oggi infatti, la pressione mediatica e la molteplicità dei gusti individuali sono terreno fertile per alcune case editrici che non badano molto a ciò che distribuiscono (riguardo ovviamente alla narrativa d’importazione, essendo le stesse case editrici ipercritiche e oltremodo selettive, nei confronti delle produzioni nostrane), mettendo molto spesso sul mercato prodotti editoriali di dubbio valore, se non letterario, quantomeno d'intrattenimento.

Non è il caso di Cussler, e non per i numerosi romanzi già scritti; non lo è per lo stile capace di rinnovarsi e riannodarsi in nuove forme e sensazioni ad ogni riga, pagina, capitolo. Cussler conosce ciò che scrive non solo dal punto di vista narrativo ma soprattutto dal punto di vista scientifico. Le narrazioni degli eventi siderali - si veda ad esempio proprio l'inizio del romanzo in cui è narrata con dovizia di particolari e proprietà di nozioni la nascita ed il lento ma inesorabile viaggio di una cometa - sono coinvolgenti e ben fatte.

Si noti che il rischio in cui Cussler poteva incorrere era duplice, da un lato rischiava di inzuppare il testo con termini troppo tecnici che comunque avrebbero reso giustizia a ciò che andava narrando, ma al contempo avrebbero di certo annoiato gran parte dei lettori; dall'altro lato rischiava di rendere la narrazione troppo semplice incappando in deleterio effetto tavoletta, che avrebbe annoiato e disgustato - con ogni probabilità - qualunque lettore. Cussler riesce a stare in mezzo senza bilichi o eccessivi compromessi, sta in mezzo largheggiando in descrizioni accontentando nella narrazione sia i palati più esigenti sia quelli meno avvezzi a distinguere un "sapore narrativo" dall'altro.

Le basi teorico-scientifiche su cui si basa il libro sono tutte ben documentate, basta leggere un qualsiasi libro di Graham Hancock o dei coniugi Flem-Ath per rendersi conto di come ciò che Cussler scrive è frutto di meticolosi studi, condivisibili o meno, condotti da illustri scienziati, pertanto nulla è improvvisato o lasciato al caso. E lo si percepisce nel corso della lettura.Le basi storiche, sebbene anch'esse dettagliate e verificabili, hanno il pregio di essere piegate alle ragioni narrative, risultando quindi intrise di quell'alone tipico che copre ogni dato reale quando viene raccontato in modo difforme da come lo si conosce e che sollecita la mente a chiedersi "e se andasse proprio così?".
Un cenno a parte meritano i due personaggi principali, che pare ritorni spesso e volentieri in buona parte dei romanzi di Cussler.

Dirk Pitt a quanto pare è l'alter ego di Cussler, lui stesso ha più volte affermato che "c'è un pezzo di me in Dirk Pitt, ed un pezzo di lui in me". Pitt è un funzionario della NUMA (che peraltro è il nome di una società reale fondata dallo stesso Cussler), società oceanografica per la quale ha superato numerosa avventure, la punto che non riesce difficile immaginarsi questo personaggio come una sorta di supereroe.

Al Giordino è l'amico inseparabile di Pitt. Le origini italiane si tradiscono tutte nell'atteggiamento di questi risoluto e pratico ma leale e sensibile. Una piccola chicca, che tradisce magari un vezzo di autocelebrazione da parte dello stesso Cussler, lo si nota nel personaggio di "Papà" che appare verso la fine del romanzo e che sarà - anche senza saperlo o volerlo - il vero motore decisivo di tutta la storia. Colui grazie al quale, i "buoni" possono trionfare.

In definitiva un buon romanzo, un ottimo libro ed un discreto esercizio mentale. Certo l'intera storia non è scevra di esagerazioni, lo stesso Pitt fa cose - pur non essendo un professionista militare - ai limiti della resistenza e possibilità umane. Ma questo è solo un dettaglio, che del resto ci può anche stare. Un dettaglio che nulla toglie al già evidenziato valore dell'intero impianto narrativo. Un libro da leggere pagina dopo pagina, assaporandone i passaggi dapprima slegati e poi confluenti verso un'unica direzione.

Una direzione letale, senza via d'uscita, drastica e definitiva, dalla quale si riesce a deviare all'ultima curva appena per un soffio.

martedì 3 gennaio 2012

Appunti su Vortice, primo libro di Cussler… e tutta la serie

vorticeCon questa recensione prenderò tutta la collana, scritta da Clive Cussler (e Dirk Cussler), che ha come protagonisti Dirk Pitt e Al Giordino.

Non riuscendo a farlo in altro modo ho deciso di aggiungere la recensione al primo libro in ordine cronologico e quindi questo: "Vortice".
Preciso che in ordine di pubblicazione il primo sarebbe "Enigma".

Comunque la collana inizia con "Vortice" e finisce con "Alba di Fuoco" e tra questi sono compresi altri 19 libri! =)

Per quanto riguarda i libri in se, sono sempre storie fatte e finite quindi si possono leggere singolarmente, ritornerà qualche episodio, ma nulla di compromettente per la storia; anche la struttura dei libri si assomiglia molto ed è:

  1. Avvenimento storico (presunto o inventato) che poi tornerà utile nel corso del romanzo
  2. Un cattivo (ma cattivo cattivo =))
  3. Il cattivo mette sotto i nostri eroi
  4. I nostri eroi sconfiggono il cattivo

albadifuocoSemplificato così non rende al massimo perchè quello che rende questi libri belli è l'intensità dell'azione al loro interno con dei colpi di scena magistrali e scontri entusiasmanti.

La perla della collana, comunque, è la caratterizzazione dei personaggi. Ricorrenti in tutti i libri i principali sono Dirk Pitt (una fusione tra 007 e un archeologo) e Al Giordino (italo-americano tuttofare con la battuta pronta)..bè i dialoghi che fanno durante i romanzi sono esemplari, sia che siano seri o comici.

Pubblicato da enro su QLibri

sabato 17 dicembre 2011

Riflessioni sul Tesoro di Gengis Khan


Questa recensione di Nino mi ha tolto le parole di bocca, qui c'è il succo del perchè adoro Cussler e tutti (o quasi) i suoi libri, Il Tesoro di Gengis Khan.

Chi conosce i romanzi di Clive Cussler, sa quello che deve aspettarsi, quando ne inizia uno nuovo. Lo schema è ripetitivo, quasi rassicurante nelle certezze che offre, come nei telefilm degli anni 80: malgrado ciò che scorre nel mezzo, l’inizio e la fine si assomigliano sempre.

L’inizio è un antefatto storico, con fondamenti verosimilmente reali, questa parte generalmente si prende un paio di capitoli, una sessantina di pagine in tutto. Subito dopo, saltando ai giorni nostri, Dirk Pitt e Al Giordino, gli eroi della storia, si trovano,quasi sempre per caso, al centro di avvenimenti che, inesorabilmente, li condurranno diretti in quel passato che ha dato inizio a tutto.
Nel mezzo, avventure avventurose. Un po’ agenti segreti, un po’ archeologi, i nostri eroi, devono affrontare prove e risolvere problemi, che sfiorano la fantascienza, ci saranno morti, ma non saranno tra i buoni e quando capita questo, sarà sempre qualcuno a cui non avevamo fatto in tempo ad affezionarci.

La fine, è continuativamente lieta. e i buoni vinceranno senza eccezione, sempre!

Malgrado la ripetitività dell’impianto narrativo, leggere i romanzi di Clive Cussler, non annoia mai,
anche se uno sa sempre cosa aspettarsi, non esiste il pericolo di incappare in momenti di stanca o di fastidio.

Il Tesoro di Gengis Khan, non fa eccezione a quanto detto sopra. L’antefatto storico, ci riporta nella Cina del XII secolo, quella per intenderci, governata dalla dinastia mongola, e precisamente da Kublai Khan. Indizi, sparsi nel racconto degli eventi di quell’epoca, ci lasciano immaginare quale sarà l’avventura, che Dirk Pitt e Al Giordino, dovranno poi affrontare ai giorni nostri.
Ed infatti, ce li ritroviamo, qualche secolo più tardi, proprio al centro del lago Baikal, intenti a fare rilevazioni sulle correnti per conto della NUMA, la National Underwater & Marine Agency della quale Dirk è presidente, inutile dire che da lì a poco, una serie di eventi, del tutto casuali, li trascineranno proprio al centro di quelle avventure già citate nella mia prefazione.

Questo libro è stato scritto a quattro mani, con il terzo dei suoi figli, che si chiama, in onore del protagonista dei romanzi del padre, Dirk Cussler!
Piccole curiosità: Clive Cussler ama inserirsi nella storia, come in un piccolo cameo cinematografico, in questo romanzo, lo troviamo come autista di una corriera nel bel mezzo del deserto del Gobi. Nelle trame dei suoi racconti, inserisce spesso elementi reali della sua vita, come le macchine d’epoca di cui è collezionista. Oppure trasporta nella realtà, cose che create per le sue opere, come la National Underwater & Marine Agency.

Lo consiglio:non aspettavi capolavori letterari però,ma “solo” 500 pagine di puro divertimento.Alla prossima
Nino P.



Fonte: Ciao!

venerdì 16 dicembre 2011

Il Tesoro di Gengis Khan - 2008

Diciannovesimo libro della serie classica di Dirk Pitt segue il deludente Vento Nero - di cui non è nemmeno lontano parente - e precede Morsa di Ghiaccio.

Devo dire che secondo me è il migliore dei libri scritti dalla coppia Cussler&Cussler sia per la per trama che per le ambientazioni, mi è piaciuto in particolare la traversata del deserto dei Gobi, mi ha ricordato molto la stessa traversata del Sahara, ma non per la scena scritta uguale, ma per l'aria che si respirava tra le pagine...

Trama

La minaccia che si trovano ad affrontare Dirk Pitt e Al Giordino è probabilmente la più pericolosa della loro vita.
Una minaccia che aggredisce la principale fonte di sostentamento dell’economia mondiale, e che affonda le radici nella leggenda del più grande condottiero di tutti i tempi: Gengis Khan.

Tutto ha inizio sul lago Baikal, in Russia. Pitt e Giordino sono impegnati in una missione scientifica, affiancando per conto della NUMA alcuni scienziati russi, quando un’inspiegabile onda anomala rischia di travolgerli.

Pitt riesce a salvare anche una squadra impegnata in ricerche petrolifere ma, quando la squadra viene sequestrata, Pitt si trova di fronte a qualcosa di ben più sinistro di un semplice evento naturale.

Inizia così a seguire le tracce di un’oscura macchinazione internazionale che lo porterà in Mongolia, nella città di Xanadu, dove uno spietato e ricchissimo imprenditore nutre manie di grandezza e concepisce piani che si traducono in ondate di violenza.

Dai gelidi laghi siberiani alle sabbie roventi del deserto del Gobi, fra pericoli, intrighi e avventure, Dirk Pitt e Al Giordino lotteranno strenuamente per impedire alla terra di tremare di nuovo, causando la fine della civiltà.

Una corsa dall’esito tutt’altro che scontato...



Un brano dal libro


Dopo quattro ore di sonno, Pitt si svegliò di colpo e balzò a sedere sulla branda. Nonostante tutto fosse immerso nel silenzio, i sensi gli gridavano che qualcosa non andava. Accese la lampada accanto al letto e appoggiò i piedi a terra, ma quando fece per alzarsi rischiò di finire gambe all’aria.

Strofinandosi gli occhi per allontanare il sonno, si rese conto che il battello era inclinato a poppa con un angolo di quasi dieci gradi. Si vestì in fretta e si lanciò su per la scaletta che portava al ponte principale... dopo aver percorso un’altra rampa di scale per raggiungere la plancia, spalancò la porta e lanciò un’occhiata circolare alla stanza.

Contrariato, vide che era deserta. Chiedendosi se fosse rimasto solo a bordo, esaminò la consolle alla ricerca di un interruttore a bascula rosso con la scritta TREVOGA; non appena lo ebbe azionato, sirene d’allarme presero a squillare per tutto il battello infrangendo la pace della notte.

Di lì a qualche istante, abbandonata la propria cabina al piano sottostante, l’energico capitano del Vereshchagin varcò la soglia del locale con l’impeto di un toro infuriato.

«Che succede, qui dentro?» balbettò l’uomo, faticando, nel cuore della notte, a esprimersi in inglese.
«La nave sta affondando», gli comunicò Pitt con calma. «Non c’era nessuno, in plancia, quando sono entrato un minuto fa.»

mercoledì 7 dicembre 2011

Clive Cussler - Riflessioni su Odissa



Trama

Una strana melma infesta l'oceano al largo dei Caraibi e da investigare arrivano sul posto due studiosi della NUMA (National Underwater and Marine Agency): i figli di Dirk Pitt. Ma quello che si trovano davanti va ben al di là dell'atteso, imbattendosi in reperti, sotto la superficie del mare, che sembrano riscrivere per intero il mito di Ulisse e il suo viaggio descritto nell'Odissea. A complicare le cose ci pensa la multinazionale Odyssey Corporation, che ha un unico progetto: destabilizzare l'economia mondiale attraverso un progetto capace di scatenare catastrofi a livello globale. E a rendere le cose ancora più complicate ci pensa Madre Natura, con un terribile uragano che incombe sulla zona caraibica. Il mondo rischia di diventare qualcosa di molto diverso da quello che attualmente conosciuto, qualcosa di decisamente più vicino all'Inferno.


Commento

Cussler non tradisce mai.
La sua vita avventurosa viene spesso trasposta in prosa nei suoi romanzi grazie alle avventure di personaggi come Dirk Pitt. Ma i suoi personaggi hanno un qualcosa di molto speciale: invecchiano nel corso delle storie narrate esattamente come accadrebbe nella realtà e questo li rende ancora più vicini al lettore. La storia è avvicente, anche se a volte il ritmo cala pericolosamente, ma Cussler ha il dono di riuscire sempre a mantenere alto il livello di curiosità del lettore su ciò che deve ancora accadere nella narrazione. L'intreccio fra le tre principali storie (la scoperta dei reperti legati a Ulisse, l'uragano e i progetti della Odyssey Corporation) si intersecano fra loro senza mai lasciare spazio alla tranquillità per i personaggi. Il lettore si troverà a correre verso la fine del libro con la scelta delle domande da porsi: chi era veramente Ulisse? E cos'ha in mente la Odyssey? Lascio alla vostra curiosità il piacere di scoprire le risposte.

Fonte : L’alchimista moderno

martedì 8 novembre 2011

Sahara - Rimbombanti (ma vuote) le avventure di Penélope

A tutta prima chi va a vedere Sahara avrà l'impressione di aver sbagliato cinema.

Sullo schermo, a mo' di prologo, appare infatti la scritta «Richmond, Virginia, 1865» , che introduce un furioso cannoneggiamento notturno dei nordisti contro una corazzata confederata.

Ma non c' è nessuno sbaglio perché proprio quella nave, con un carico di monete d' oro, è poi finita sepolta chissà come nel cuore del deserto africano.

Lo intuisce l' avventuriero Dirk Pitt ( Matthew McConaughey), che parte alla ricerca del tesoro: e seguendo il novello Indiana Jones, dalla Civil War ottocentesca ci ritroviamo in mezzo alle guerre civili dell' Africa contemporanea.

Affiancano Dirk l' allegro compagnone Al ( Steve Zahn) e la medichessa umanitaria Eva ( Penelope Cruz). Trovandosi a dover avallare una credibilità narrativa ridotta al minimo, il regista Breck Eisner ( un televisivo che gode della fiducia di Spielberg) si è sforzato di conferire al film un massimo di credibilità ambientale.

Dal Marocco alla Spagna, senza guardare a spese, le riprese si sono susseguite in una girandola di scene spettacolari, esplosioni ed effetti speciali. Al trio dei protagonisti ne capitano di tutti i colori: per esempio dover rincorrere a dorso di cammello un treno in corsa e saltarci su ( i cowboy della « horse opera » lo facevano da cavallo); in seguito Dirk e Al fuggono ammanettati, proprio come Curtis e Poitier in La parete di fango , solo che gli tocca attraversare il deserto trascinan dosi dietro un cassone d' acciaio; per infilarsi in sottofinale nel trappolone alla 007 di un megalaboratorio inquinante, che urge distruggere salvando così il mondo.
A risolvere la situazione, come deus ex machina, tuona di nuovo il cannone di 150 anni fa.

Il guaio è che Sahara , tipico campione di « fast food » pellicolare, anziché appetitoso risulta stucchevole. Abbronzatissimo e palestrato, McConaughey si è beccato da un critico americano l' appellativo di Mr Zero Charisma; quanto a Zahn, che dovrebbe strappare qualche risata di alleggerimento, non porta a casa granché; e la bella Penelope non sembra davvero la magnifica interprete che Castellitto ha così ben valorizzato in Non ti muovere . Male gli altri, insipidi e sprecati, dal supernemico Lambert Wilson all' ammira glio William H. Macy.

Rimbombante e vuoto, il film si fregia dei nomi di ventuno produttori e quattro sceneggiatori, mobilitati per scrivere battute del genere « Come va? » ( quando Al incontra qualche ceffo minaccioso) o « Stai bene? » ( tutte le volte che Dirk salva Eva da morte sicura).

Clive Cussler, l'autore del romanzo, si è sentito tradito e ha fatto causa.

SAHARA Di Breck Eisner Con Penélope Cruz, Matthew McConaughey, Steve Zahn, Lambert Wilson, William H. Macy

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giovedì 6 ottobre 2011

Alta Marea - 1997




Alta Marea (Flood Tide), uscito nel 1997 è il quattordicesimo libro della serie originale con Dirk Pitt, segue Onda d’Urto del 1997 e precede Atlantide del 1999.
Questo è uno dei libri meglio riusciti, secondo me di Cussler ed è molto importante ancghe perché fanno la loro prima comparsa Juan Cabrillo e la sua Oregon.

Trama

Questa volta l’avventura di Dirk Pitt si chiama Qin Shang, un contrabbandiere cinese, avido e abbietto, che ha fondato il proprio impero sul traffico di droga, di armi e di vite umane, la sua «merce» preferita.



Ora Qin Shang è disposto a tutto pur di impadronirsi del relitto di una misteriosa nave carica di capolavori dell’arte antica cinese e di leggendari reperti come i resti preziosissimi del cosiddetto Uomo di Pechino.


Inseguendo le sue tracce, Pitt scopre inoltre che Qin Shang ha costruito un’enorme installazione portuale in una zona lontana da qualsiasi rotta commerciale. Perché proprio lì? Che cosa si nasconde dietro quell’impresa?


Tra mille domande e misteri, una sola cosa è sicura: Pitt ha di fronte il nemico più pericoloso che abbia mai incontrato...

Incipit

10 dicembre 1948
Acque sconosciute



Le onde, già violente, diventavano più forti a ogni assalto del vento, e a tarda sera la bonaccia del mattino si era trasformata, come il dottor Jekyll, nella furia di Mister Hyde. Le creste di spuma bianca in cima alle onde alte come torri si rifrangevano in cortine di spruzzi salmastri, mentre le acque in tempesta e le nubi nere si fondevano sotto la sferza di una tormenta di neve in arrivo. Ormai era impossibile riconoscere il confine fra le acque e il cielo. Gli uomini a bordo del transatlantico Princess Dou Wan, impegnato nella lotta contro le onde che s'innalzavano come montagne prima di abbattersi sulla nave, erano ignari del disastro incombente su di loro, a pochi minuti di distanza.

venerdì 30 settembre 2011

Riflessioni su Il Tesoro di Gengis Khan

khanIl Tesoro di Gengis Khan, una storia e un mito che torna vivo nelle pagine del romanzo scritto dal grande Clive Cussler.
Questa storia ci porta nelle acque marine del lago Kaikal in Russia, dove il grande Dirk Pitt insieme al suo fidato Al Giordino, si trova catapultato in un’azione di salvataggio ardua e pericolosa.

Lo scenario, inizialmente interpretato come un grosso incidente, presto si evolverà in un’altra dura realtà. Quando l’equipaggio che si occupa di ricerche petrolifere viene sequestrato, lo scenario cambia prospettiva, manifestando il progetto di un piano internazionale che graverà pesantemente sull’incolumità della vita di migliaia di persone.

Quest’evento porta i due protagonisti in Mongolia, nella famosa e antica città di Xanadu, dove presto scopriranno la presenza di un losco individuo che aspira ad un progetto segreto e pericoloso. Una terribile minaccia, quella narrata nel Tesoro di Gengis Khan, che affonda le sue radici nella leggenda del condottiere forse più famoso di tutti i tempi. Questo grande condottiero della storia è, come si può ben intuire, Gengis Khan.

La scena è incentrata sull’economia dei paesi di tutto il mondo, affascinati e attratti dal potere seduttivo dell’oro nero. Il petrolio è sinonimo di ricchezza, di stabilità finanziaria, la certezza di poter affondare le mani nel fulcro economico che porta avanti le economie mondiali, e di poter quindi dettare le regole da seguire per la realizzazione e la concretizzazione dell’economia globale.

Dirk Pitt, immerso in situazioni pericolose e al limite della sua sopravvivenza, si dovrà scontrare con le difficoltà del deserto del Gobi e sarà costretto ad agire per impedire che la civiltà (così come lui e il mondo ha imparato a conoscere) sia distrutta dai piani di un pericoloso criminale, annebbiato dalla sete di potere e dall’immortalità incarnata nel ricordo del famigerato conquistatore Gengis Khan.

Clive Cussler è conosciuto per la sua famosa capacità di coinvolgere il lettore nelle proprie avventure. In una storia che affonda le sue radici nel mito e nell’attesa dello svelamento di un mistero inquietante, la suspense gioca un ruolo da protagonista nel cuore del lettore che, seguendo il ritmo e leggi del romanzo, è sempre lì dove l’autore vuole che sia.

Fonte: Fareletteratura

mercoledì 28 settembre 2011

Atlantide - 1999

atlantideUndicesimo libro della serie regolare con Dirk Pitt come protagonista segue Alta Marea del 1997 e precede Walhalla del 2011, mi è piaciuto, oltre che per la trama, per l’incipit, l’ho trovato favoloso.

Trama

Nel 7120 a.C. una cometa colpisce la Terra ed elimina quasi tutta la vita terrestre, creando tempeste, inondazioni e ghiaccio quasi su tutto il pianeta.

Passano molti secoli e nel settembre 1858 una baleniera di nome Paloverde, comandata da Bradford Mendez, mentre è a caccia di balene al Polo Sud, si imbatte in una nave fantasma intrappolata nei ghiacci. Osservandola sembra una nave inglese del 1760 circa, così decidono di perlustrarla ed all'interno trovano l'intero equipaggio, compreso il loro capitano Legih Hunt, ghiacciati. Rinvenuto il diario di bordo, scoprono che la nave è la Indian della compagnia Skyar Croft Trading Company di Liverpool, chiamata Madras; al momento in cui le note furono scritte, già da cinque mesi che non avevano cibo e lentamente erano morti quasi tutti. Rientrato a casa con il suo equipaggio, il capitano Mendez si mette in contatto con la società della nave, che decide di mandare due navi per recuperare il carico e l'equipaggio della Madras, che tuttavia non fanno più ritorno.

Passano altri secoli e nel 2001, a Pandora in Colorado, Luis Marquez, proprietario di una miniera, scopre per caso una stanza cubica con all'interno delle strane iscrizioni e un teschio nero. Marquez decide di chiamare il dott. Thomas Ambrose, un ricercatore archeologico, e la dott.ssa Patricia O'Connell, esperta nel decifrare scritture antiche; da qui inizia un'avventura nel cercare di sopravvivere in questi cunicoli della miniera, poiché alcuni misteriosi killer attaccano il gruppo; nei dintorni tuttavia vi è anche Dirk Pitt, che li aiuta a sopravvivere ed a fare arrestare alcuni sicari. Pitt riesce a scoprire che fanno parte di una misteriosa setta chiamata il Quarto Impero, comandata dalla famiglia Wolf.atlantide2

Dopo intense ricerche, Pitt riesce a trovare un'antenata del capitano Mendez, la quale gli consegna un altro teschio nero, che era stato ritrovato su un'isola durante la traversata della Madras. Allora James Sandecker, presidente della NUMA, decide di inviare Albert Giordino a cercare la stanza sull'isola, mentre Pitt va alla ricerca della nave Madras. In entrambe le occasioni la setta del Quarto Impero cerca di eliminarli, fallendo. Raccolte le prove e le varie iscrizioni, esse vengono riportate alla sede e dopo vari studi risulta che le varie stanze risalirebbero al 7100 a.C. circa, quando un'antica civiltà di una popolazione chiamata Amenes fu spazzata via dal cataclisma.

Da qui si continua con una sfida tra la NUMA e la setta di misteriosi individui - che risultano essere pronipoti di ex nazisti reduci della seconda guerra mondiale - una corsa contro il tempo per salvare il mondo da un nuovo cataclisma.

Commento

Minaccia Glaciale

Atlantide di Clive Cussler è un buon romanzo.

L'inizio palesemente - e volutamente - banale di questa recensione rende comunque in pieno l'idea di pienezza e rotondità, di completezza insomma, che si avverte nella lettura di questo mirabile libro. on conoscevo l'autore, direttamente, ne avevo solo sentito parlare, tuttavia quel titolo e la opertina stessa mi hanno convinto ad intraprendere la lettura, scorrevole ma impegnativa, di quelle 500 ed oltre pagine. Sarà una mia fissazione, ma raramente resisto quando in un titolo appare la parolina magica "Atlantide" era già successo con Avoledo (ed era andata bene), e si é ripetuto adesso con Cussler.

La storia narrata, e costruita da Cussler, è accattivante anche perché offre diversi momenti narrativi anche molto lontani nel tempo che poi, pagina dopo pagina, vanno a ricongiungersi l'un l'altro. Per chi si accinge alla lettura, è sufficiente sapere che (per non rovinare l'impagabile sapore della scoperta della storia riga dopo riga):

1. Nel XIX secolo alcuni passeggeri di una nave in Antartide scoprono un relitto di una nave inglese (un Indiaman Inglese) del secolo precedente imprigionata nei ghiacci, al cui interno vi ero innumerevoli tesori ed un sinistro Teschio di ossidiana nera.

2. Ai giorni nostri, un esploratore di miniere, nell'ambito delle sue esplorazione, si imbatte per caso in una camera con le pareti ricoperte di strane scritte al centro della quale sorge un piedistallo con sopra un altro Teschio di ossidiana.

3. Sempre ai giorni nostri una nave oceanografica in missione nell'Antartide viene presa di mira dal fuoco insistente e fatale di un sottomarino tedesco dato per scomparso almeno 50 anni prima.

Sono questi tre i momenti narrativi da cui trae spunto ed origine la storia.

Ad allacciare e ricongiungere questi momenti, dando alla intera storia il giusto significato, ci penserà Dirk Pitt, personaggio simpatico e dinamico creato dall'abile penna di Clive Cussler, il quale insieme all'immancabile - a quanto sembra - amico Giordino (il piccolo italiano) dipanerà una matassa ingarbugliata e pericolosa, resa ancora più intricata dalle trame poco chiare ed ostili dell’oscura famiglia Wolf.

Non è il caso di svelare altri elementi della trama, è più opportuno soffermarsi sullo stile narrativo di Cussler. E' uno stile facile, nel senso migliore del termine, mai domo. Impetuoso e tuttavia scorrevole, agile ma forbito, rapido eppure esauriente. Tutto ciò tradisce, ovviamente, una certa professionalità ed una certa padronanza dell'arte dello scrivere. Al giorno d'oggi infatti, la pressione mediatica e la molteplicità dei gusti individuali sono terreno fertile per alcune case editrici che non badano molto a ciò che distribuiscono (riguardo ovviamente alla narrativa d’importazione, essendo le stesse case editrici ipercritiche e oltremodo selettive, nei confronti delle produzioni nostrane), mettendo molto spesso sul mercato prodotti editoriali di dubbio valore, se non letterario, quantomeno d'intrattenimento. Non è il caso di Cussler, e non per i numerosi romanzi già scritti; non lo è per lo stile capace di rinnovarsi e riannodarsi in nuove forme e sensazioni ad ogni riga, pagina, capitolo. Cussler conosce ciò che scrive non solo dal punto di vista narrativo ma soprattutto dal punto di vista scientifico. Le narrazioni degli eventi siderali - si veda ad esempio proprio l'inizio del romanzo in cui è narrata con dovizia di particolari e proprietà di nozioni la nascita ed il lento ma inesorabile viaggio di una cometa - sono coinvolgenti e ben fatte. Si noti che il rischio in cui Cussler poteva incorrere era duplice, da un lato rischiava di inzuppare il testo con termini troppo tecnici che comunque avrebbero reso giustizia a ciò che andava narrando, ma al contempo avrebbero di certo annoiato gran parte dei lettori; dall'altro lato rischiava di rendere la narrazione troppo semplice incappando in deleterio effetto tavoletta, che avrebbe annoiato e disgustato - con ogni probabilità - qualunque lettore. Cussler riesce a stare in mezzo senza bilichi o eccessivi compromessi, sta in mezzo largheggiando in descrizioni accontentando nella narrazione sia i palati più esigenti sia quelli meno avvezzi a distinguere un "sapore narrativo" dall'altro.

Le basi teorico-scientifiche su cui si basa il libro sono tutte ben documentate, basta leggere un qualsiasi libro di Graham Hancock o dei coniugi Flem-Ath per rendersi conto di come ciò che Cussler scrive è frutto di meticolosi studi, condivisibili o meno, condotti da illustri scienziati, pertanto nulla è improvvisato o lasciato al caso. E lo si percepisce nel corso della atlantide3lettura.Le basi storiche, sebbene anch'esse dettagliate e verificabili, hanno il pregio di essere piegate alle ragioni narrative, risultando quindi intrise di quell'alone tipico che copre ogni dato reale quando viene raccontato in modo difforme da come lo si conosce e che sollecita la mente a chiedersi "e se andasse proprio così?".

Un cenno a parte meritano i due personaggi principali, che pare ritorni spesso e volentieri in buona parte dei romanzi di Cussler. Dirk Pitt a quanto pare è l'alterego di Cussler, lui stesso ha più volte affermato che "c'è un pezzo di me in Dirk Pitt, ed un pezzo di lui in me". Pitt è un funzionario della NUMA (che peraltro è il nome di una società reale fondata dallo stesso Cussler), società oceanografica per la quale ha superato numerosa avventure, la punto che non riesce difficile immaginarsi questo personaggio come una sorta di supereroe. Al Giordino è l'amico inseparabile di Pitt. Le origini italiane si tradiscono tutte nell'atteggiamento di questi risoluto e pratico ma leale e sensibile. Una piccola chicca, che tradisce magari un vezzo di autocelebrazione da parte dello stesso Cussler, lo si nota nel personaggio di "Papà" che appare verso la fine del romanzo e che sarà - anche senza saperlo o volerlo - il vero motore decisivo di tutta la storia. Colui grazie al quale, i "buoni" possono trionfare.

In definitiva un buon romanzo, un ottimo libro ed un discreto esercizio mentale. Certo l'intera storia non è scevra di esagerazioni, lo stesso Pitt fa cose - pur non essendo un professionista militare - ai limiti della resistenza e possibilità umane. Ma questo è solo un dettaglio, che del resto ci può anche stare. Un dettaglio che nulla toglie al già evidenziato valore dell'intero impianto narrativo. Un libro da leggere pagina dopo pagina, assaporandone i passaggi dapprima slegati e poi confluenti verso un'unica direzione. Una direzione letale, senza via d'uscita, drastica e definitiva, dalla quale si riesce a deviare all'ultima curva appena per un soffio.

Fonte: Libriamoremio

sabato 10 settembre 2011

Riflessioni su Atlantide

Mi è molto piaciuta questa recensione di Atlantide, ve la propongo, la fonte è Amazing Readers: il piacere della lettura

atlantideAtlantide è stato il primo libro che ho letto di Cussler, un po’ spinta dall’argomento del libro e un po’ costretta dalla disponibilità della mia biblioteca.

Se devo essere sincera, all’inizio sono rimasta un po’ perplessa; poi mi sono piano piano ricreduta. Non che adesso adori il libro, anzi, ma devo dire che nel suo genere è abbastanza ben fatto.

Si tratta dell’avventura di Dirk Pitt, celebre alter ego letterario di Cussler, stavolta alle prese con un’organizzazione che vuole a tutti i costi nascondere al mondo l’esistenza di un’antica civiltà, gli Amenes, che rappresenterebbero appunto il leggendario popolo di Atlantide.

Tutto nasce quando il proprietario di una miniera scopre una camera segreta, piena di strane iscrizioni e contenente un teschio di ossidiana, perfetto, che richiama alla mente le prime pagine del libro, quando la baleniera Paloverde, incastrata tra i ghiacci dell’Antartide, scopre un veliero il cui equipaggio è morto assiderato circa mezzo secolo prima, e che contiene strani manufatti, tra cui un teschio di ossidiana in tutto e per tutto simile a quello della camera segreta.

Sarà appunto Dirk Pitt, con la sua squadra e con l’aiuto prezioso di Patricia O’Connell, esperta in iscrizioni antiche, a dover scoprire cosa si cela dietro quelle iscrizioni e perché ci sono persone che vogliono a tutti i costi impedirne la decifrazione, fino appunto alla scoperta finale.

Devo dire che, a livello di trama, a tratti sono rimasta perplessa. Sono abituata, con mia madre, a film con disastri naturali, con pazzi scatenati che vogliono distruggere e/o conquistare il mondo, e quindi non mi sono stupita più di tanto; ho trovato però un po’ stiracchiate alcune cose, come chi si cela dietro l’organizzazione che attacca continuamente Pitt e la sua squadra, cercando di ucciderli, o come la tesi del complotto di una famiglia di pazzi furiosi che decide di distruggere tutto il mondo per ricreare un popolo nuovo. Non tanto per l’idea, perché sinceramente ho letto anche di peggio, quanto piuttosto per il sottofondo politico della famiglia di pazzi furiosi. Insomma, mi è sembrato un po’ troppo incredibile per accettarlo, ecco.

A parte questo ho trovato comunque il libro abbastanza piacevole, scorrevole nonostante le quasi 600 pagine e interessante anche dal punto di vista storico; mi ha spinta a cercare di sapere cosa, di ciò che viene narrato nel libro, è veramente accaduto e cosa non lo è, cosa è scientificamente provato e cosa, invece, è frutto di invenzione. Da questo punto di vista è stato, per me, un libro stimolante, e devo ammettere che alla fine della lettura queste ricerche sono state immediate e mi hanno fatto scoprire cose che non conoscevo.

Credo comunque che chi stia cercando qualcosa su Atlantide possa rimanere deluso da questo libro, che sa più di thriller, da questo punto di vista, anche se non lo piazzerei in quel filone. Non contiene accenni alla “storia” di Atlantide; è un romanzo che sfrutta lo spunto di Atlantide, questo sì, e la teoria che questo famigerato continente perduto sia nascosto sotto ai ghiacci dell’Antartide. Chi invece cerca una lettura leggera, impegnativa quanto basta, e lunga abbastanza da occupare qualche pomeriggio, con un pizzico di mistero e di pericolo, ha trovato il libro giusto, a patto che non ricerchi anche una trama perfettamente realistica e credibile, perché personalmente l’ho trovata a tratti quasi assurda.

Alla fine non è un libro che mi sento di stroncare. Non lo è, secondo me.

E’ un libro che si pone verso la fine di una lunga serie dedicata al personaggio di Dirk Pitt e alla NUMA (organizzazione realmente esistente, peraltro) e che quindi, fatalmente, ha bisogno di qualcosa di nuovo per attirare il lettore.

Anche se la trama ha dell’incredibile, non è incoerente al suo interno, anzi. Regge abbastanza bene se si accettano certe esagerazioni, e secondo me questo è un punto a favore. Punto a sfavore, anche se prettamente personale: vengono citate troppe marche di oggetti. L’equipaggiamento da sub, ad esempio, viene descritto minuziosamente, anche chiarendo di che marca è questo o quello.

E’ una cosa che personalmente trovo fastidiosa, come mi sono sembrati tirati alcuni dialoghi, in cui l’autore ha inserito a forza la spiegazione di cosa sarebbe successo anche se, presumibilmente, il personaggio avrebbe potuto saperlo. Avrei apprezzato molto di più se queste cose fossero state inserite nella narrazione. Ma appunto, gusti personali.

Insomma, non è il massimo, e probabilmente l’autore ha fatto di meglio, ma sinceramente un bel 7 mi sento di darglielo: alla fine è stata una lettura piacevole, in parte anche istruttiva.

Fonte: Amazing Readers: il piacere della lettura

sabato 13 agosto 2011

Galleria dei personaggi cattivi: Zateb Kazim

Zateb Kazim, il generale Kazim è presente nel libro Sahara ed è il capo militare del Mali, ma di fatto, avendo imposto un presidente fantoccio è lui che comanda.

Un uomo crudele, senza scrupoli, che non esita ad uccidere migliaia di innocenti per trarre arricchimento personale.

Con l’ aiuto di Massarde, gestisce Fort Foureau e le miniere di Tabezza, in cui fa lavorare centinaia di persone, sfruttandole, ma grazie alle quali guadagna e si arricchisce.

Muore nello scontro finale con l’ esercito americano, fucilato da un semplice soldato che, non conoscendolo, lo uccide senza sapere che egli era il responsabile di tutta quella catastrofe.


Forse nel film Sahara è il personaggio più azzeccato.

domenica 7 agosto 2011

Sahara - Analisi dei luoghi

Il deserto del Sahara: in questi luoghi si svolge gran parte della vicenda. E’ un posto molto caldo dove la sopravvivenza è quasi impossibile in mancanza d’ acqua. Pitt, però, riesce ad attraversarlo con solo pochi litri d’acqua, costruendosi uno strano mezzo a vela che gli permise di salvarsi raggiungendo la pista Trans Sahariana prima della disidratazione.

Il Sahara è il deserto più grande del mondo e ne fanno parte diversi stati: Mali, Egitto, Algeria, Libia, Nigeria.

Fort Foureau: è un impianto di smaltimento per i rifiuti tossici prodotti in tutto il mondo. E’ gestito dal crudele Massarde che vi fa arrivare anche scorie radioattive, illegalmente.
Il luogo è costruito sotto terra, per nascondere agli aeri e ai satelliti il piano criminale di Massarde, ma scendendo sotto il livello delle falde, inquina le acque. Queste attraverso un fiume sotterraneo giungono nel Niger, che gettandosi nell’ oceano inquinano irreparabilmente e fanno morire la fauna acquatica.

Ovviamente è un luogo immaginario, infatti Fort Foureau è il vecchi nome di Kousséri, un centro di circa 8200 nel Camerun, capoluogo del dipartimento del Logone e Chari, situato al confine con il Ciad, presso la confluenza del Logone nel Chari, di fronte a N'djamena.

Tabezza: è una miniera d’ oro dove il generale Kazim manda i suoi avversari politici e tutti i suoi nemici che vuole eliminare. In questo luogo, dopo pochi giorni di lavori pesantissimi e di sfruttamenti, gli “schiavi” cedono e vengono lasciati morire.

Tabezza è un luogo immaginario.

Sede della NUMA: è in America. Da qui vengono fatte tutte le ricerche e vengono impartiti tutti gli ordini a Pitt e a Giordino. E’ presieduta dall’ ammiraglio Sandecker, che comanda tutte le operazioni e le missioni pericolose.

lunedì 18 luglio 2011

Recensione di Alba di Fuoco

Ho trovato questa bella recensione di Alba di Fuoco, su questo sito Prospettiva Nevskij – mi piaceva il nome del sito, la vera Prospettiva Nevskij a San Pietroburgo merita una visita, insieme a tutte le altre cose da vedere, per esempio l’Hermitage….

Comunque, bello il nome e bella la recensione, gustatevela.

Alba di fuoco di Cussler Clive, Cussler Dirk è il ventunesimo romanzo della saga che vede protagonista l’eroe Dirk Pitt, impegnato nel tentare di fermare il ripristino dell’Impero Ottomano, da parte di un fratello e una sorella malvagi che si definiscono gli ultimi discendenti dell’Impero, e quindi gli unici degni di farlo rinascere sfruttando e causando le rivolte delle popolazioni arabe, per guidarlo e comandarlo, più facilmente grazie al caos indotto.

La religione è sempre stata un buon motivo per cominciare una guerra e per continuarla durante i secoli, tramite lotte segrete e battaglie nascoste.
Azioni militari e private per conto dei rispettivi dettami religiosi, dettati da esseri umani ottusi e senza scrupoli, secondo loro in missione contro gli infedeli, qualunque essi siano, perché loro sono in missione per conto di dio.


Ma in questa storia non c’entrano i Blues Brothers. C’entra la Turchia e il Medio Oriente. C’entrano i Musulmani, i Cristiani e gli Ebrei. C’entrano i segreti da nascondere per non imbarazzare chi governa e ha governato per decenni o secoli.



L’imbarazzo può avere delle ripercussioni importanti sulla credibilità, che si riflette anche sulla facilità di governo e sulla sua legittimità.

I poteri forti sono sempre più forti e occulti. Segreti come le trame contorte della nostra storia, disseminata di tesori scomparsi e reperti che se scoperti possono contribuire a cambiare il mondo che conosciamo in un altro mondo, che potrebbe anche piacerci di meno.
Per evitare (o causare) una simile situazione, bisognerà indagare sulla sparizione di alcuni di questi importanti reperti archeologici e sugli eventi che li hanno accompagnati.

Come l’attacco dei pirati sventato fortunosamente da una galea romana nel 327 a.C. Oppure come la sospetta esplosione nel Mare del Nord di una nave inglese nel 1916. O ancora come gli attentati a moschee egiziane e turche, che vengono letteralmente fatte saltare in aria.

Ma come possono essere collegati tra loro dei fatti così lontani nel tempo e nello spazio? Possono.

E anzi, c’è un reperto in particolare che è talmente importante e misterioso che non può e non deve cadere nelle mani sbagliate.

Ché le mani sbagliate possono commettere atti impuri e contrari alla volontà di dio e del suo popolo. Anche quelle giuste eh, magari meno però.

O almeno così è bello credere e sperare, per non impazzire e convincerci che esiste ancora, da qualche parte, il bene.

Alba di fuoco di Cussler Clive, Cussler Dirk è un’avventura emozionante e cinematografica nelle visioni e nelle immersioni, che lega la sua trama alla storia di tutti noi, uguali nella notte, ma all’alba diversi per forza, e con il fuoco.





lunedì 30 maggio 2011

Il 100! e Alba di Fuoco

E’ in uscita il prossimo 1 giugno in Italia il nuovo libro, ventunesimo della serie con Dirk Pitt, che cronologicamente segue Morsa di ghiaccio del 2008, il titolo è Alba di Fuoco - Crescent Dawn (clicca qui per leggere la trama) - e gli autori sono Clive e Dirk Cussler.

Poi un altra piccola notizia interna...



Non ha molto significato, ma con quello di oggi il blog compie cento post, per cui stasera si spegne una candelina.



Andrea


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martedì 5 aprile 2011

Cussler, vecchia Guerra fredda e fantasmi biochimici di oggi

Altra recensione del Corriere.it, questa volta il libro è Missione Eagle, quando ancora al Corriere i libri di Cussler piacevano…

SPIONAGGIO 1989: il Kgb colpisce ancora
Cussler, vecchia Guerra fredda e fantasmi biochimici di oggi
Un terribile veleno che uccide in sessanta secondi

SPIONAGGIO 1989: il Kgb colpisce ancora Cussler, vecchia Guerra fredda e fantasmi biochimici di oggi Missione Eagle, l' ultimo romanzo di Clive Cussler, torna al passato (esattamente al 28 luglio 1989) per parlare di un presente drammatico, specie dopo gli attentati dell' 11 settembre a New York e a Washington.

Tutto comincia in un giorno di nebbia sul fiume Potomac, quando da un sofisticato yacht scompaiono - come inghiottiti dal nulla - il presidente degli Stati Uniti e i suoi più stretti collaboratori. Quel natante, desolatamente deserto, presenta e inaugura una spietata guerra chimica che ha il proprio epicentro nel Golfo dell' Alaska.

A chi venga a contatto con il veleno, sono sufficienti sessanta secondi per morire, in maniera terribile, annegando nel proprio sangue. E' una fase avanzata e sofisticatissima, preparata per anni con l' aiuto del controspionaggio americano e con la complicità dei dirigenti del Cremlino, dello scontro infinito tra le due superpotenze.

Sono gli ultimi fuochi della Guerra fredda, una lunga stagione che per gli scrittori di spy stories continua a rimanere un punto di non ritorno. Cussler ha creato il personaggio di Dirk Pitt, una sorta di alter ego coraggioso e impavido, soprattutto (così è stato definito) un cacciatore di emozioni forti. E' una vecchia conoscenza per i lettori dello scrittore americano.

Anche qui sarà lui a districarsi nella selva di intrighi e di tradimenti che vedono in azione Cia, Fbi, Kgb e appendici coreane. Sarà lui a scongiurare una catastrofe ambientale che pare inevitabile. Missione Eagle - non meno dei precedenti Salto nel buio e Atlantide - è un romanzo che mira all' essenziale, trascinante e mozzafiato. Ma rimane in primo luogo un affresco a suo modo metastorico, utile a capire l' inferno di questi giorni.

Svoltato il millennio, le paure e i fantasmi sono quelli di sempre.

venerdì 11 febbraio 2011

L'Oro dell'Inca- 1994



Dodicesimo libro della serie di Dirk Pitt, segue il capolavoro Sahara – ma forse ne è migliore – e precede Onda d’urto, l’Oro dell’Inca è il mio romanzo preferito, credo di averlo letto quattro o cinque volte e non mi annoia mai, voi che mi dite?

Trama

1532: L’ultimo grande re degli Inca, Huascar, nasconde il suo favoloso tesoro nelle viscere della terra per sottrarlo alla furia dei conquistadores spagnoli.

1578: Sir Francis Drake scopre un misterioso oggetto fatto di cordicelle intrecciate, un quipu, che racchiude il segreto per raggiungere il tesoro di Huascar, ma un terribile maremoto inghiotte la nave che sta tornando in Inghilterra facendo sparire nel nulla il prezioso reperto.

1998: Durante un’operazione di salvataggio nella foresta amazzonica, Dirk Pitt ritrova per caso il quipu...

Ma sulla sua strada verso il tesoro incontra una spietata organizzazione criminale, capeggiata da uomini senza scrupoli disposti a tutto, un sanguinario killer dal nome esotico ed un inquietante demone di pietra...

Incipit

1533 d.C.
Un mare dimenticato

Vennero dal sud con il sole del mattino, baluginanti come fantasmi in un miraggio del deserto, mentre avanzavano sull'acqua accesa dai riflessi del sole. Le vele rettangolari di cotone delle imbarcazioni erano afflosciate, inerti, sotto il placido cielo azzurro. Non echeggiava neppure un comando mentre, in uno strano silenzio, gli uomini affondavano e spingevano i remi. In alto, un falco scendeva e risaliva come se guidasse i timonieri verso un'isola brulla che s'innalzava al centro del mare interno.

Approfondimento

Huascar nato nel Villaggio di Huascar forse nel 1490 e morto ad Andamarca, 1533 è stato un sovrano, imperatore, o Qhapaq, inca.

Era figlio di Huayna Capac e della di lui sorella e moglie principale Rahua Ocllo, solo che il matrimonio ufficiale tra i suoi augusti genitori era avvenuto ben dopo la sua nascita, e quindi non poteva vantare una condizione di legittimità assoluta alla successione.

Il suo vero nome era Titu Cusi Huallpa, quello di Huascar deriverebbe dal luogo della sua nascita, appunto il villaggio omonimo.

Secondo un'altra versione il suo nome si richiamerebbe alla parola huasca, fune o catena e risalirebbe ad una catena d'oro che Huayna Capac avrebbe fatto costruire alla sua nascita e che sarebbe stata sollevata in suo onore, visto il suo peso, da non meno di 150 orejones del Cuzco durante una celebrazione.

Va da sé che i conquistadores preferirono questa seconda versione e, dopo averlo ucciso, spesero diversi anni a cercare inutilmente la mitica catena.

lunedì 3 gennaio 2011

Sahara - 1991

Uno dei migliori libri di Clive Cussler è Sahara del 1991, undicesimo della serie classica precede L’Oro dell’Inca e segue Dragon; come tutti voi saprete da questo libro è stata tratta la sceneggiatura per il fil omonimo del 2005 con Matthew McConaughey e Penélope Cruz.

Trama

1865: La corazzata Texas, punta di diamante della marina confederata, sembra svanire nel nulla, inghiottita dalle nebbie durante una missione disperata.

1931 L’ aviatrice Kitty Manock, cercando di volare da Londra a Città del Capo con un piccolo aereo monoposto - il Fairchild - precipita nel deserto del Sahara e non viene mai più rintracciata.

1996: Su una spiaggia egiziana, la biologa Eva Rojas rischia di essere uccisa da due sicari, ma viene salvata dall’intervento di un giovane nei paraggi: Dirk Pitt impegnato a scoprire il perché di una devastante invasione di alghe rosse sta per chiudere in una morsa letale il mondo intero.

Dirk Pitt e Al Giordino sono questa volta impegnati in una missione da cui potrebbe dipendere il destino del mondo.
Una devastante invasione di alghe, la cui crescita viene enormemente aumentata da un composto chimico, rischia di risucchiare tutto l'ossigeno del pianeta.
Pitt scoprirà l'origine del composto chimico risalendo il Niger, poi verrà catturato dallo spietato industriale Yves Massarde, responsabile del disastro.

Lui e Giordino riescono a fuggire e, seguendo le tracce dell'inquinamento, raggiungono una centrale di smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi di proprietà di Massarde.
Scoprono che in realtà è solo una copertura, e la maggior parte dei rifiuti pericolosissimi vengono nascosti sotto terra, da cui filtrano fino al corso del fiume Niger, che sfocia nell'oceano.
Ancora una volta vengono catturati e poi vengono spediti alle miniere di Tebezza, una miniera d’oro nel mezzo del deserto dove il generale Kazim costringeva a lavorare tutti i suoi avversari politici e i nemici di cui si voleva sbarazzare, insomma un lager in cui sono tenuti in condizioni precarie prigionieri di guerra e persone sgradite alla coppia Massarde/Kazim, un tiranno che controlla il paese del Mali servendosi di un "presidente fantoccio".

Grazie all'aiuto dei prigionieri – e di Kitty Manock - riescono a fuggire ancora una volta: di nuovo in contatto con il mondo civile, ottengono che una squadra dell'ONU liberi i prigionieri.
Ma non è finita qui: infatti i due tiranni non sono ben disposti a perdere tutte le fortune accumulate e attaccano le forze dell'ONU con una sproporzione di venti a uno.
Proprio nel momento più critico arrivano i rinforzi dell'ONU e tutto si risolve per il meglio.